Il Tirreno

Pontedera

La collezione di abiti di Sara diventa un’opera d’arte

La collezione di abiti di Sara diventa un’opera d’arte

La giovane designer appena uscita con il massimo dei voti in Fashion Design all’istituto Modartech di Pontedera sarà alla mostra di Firenze Home Texstyle

2 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Colori naturali, tagli morbidi, tessuti sostenibili realizzati minuziosamente a mano, con l’utilizzo di antichi telai. La collezione di abiti della designer livornese Sara Pupi, giovane neolaureata con il massimo dei voti in Fashion Design all’istituto Modartech di Pontedera, si trasforma in un’opera d’arte tessile esposta nell’ambito della mostra di Firenze Home Texstyle.

La fiera sull’arredo tessile per la casa, che si terrà in Fortezza da Basso a Firenze dall'1 al 4 aprile, ospita per la prima volta Unique Texstyle, progetto speciale che ha visto la realizzazione di una “Stanza delle meraviglie”, spazio riservato a pezzi unici e iconici presi in prestito da alcune delle più importanti manifatture storiche, musei italiani e istituti di arte, moda e design riconosciuti su scala internazionale tra cui istituto Modartech.

“On Back To Roots” è il nome scelto da Sara per la linea di capi di cui ha tessuto personalmente le trame, imparando a montare un ordito. Ogni creazione si ispira al concetto di ritorno alle origini, una ricerca di riconciliazione dell’uomo con la natura che porta a selezionare materiali naturali, fibre vegetali e tinture eco-sostenibili alternati a parti in tessuto artigianali. Tra questi due preziose stole realizzate in lino, canapa e tencel che diventano parte di un’installazione che ne racconta il work in progress, partendo dalle origini della filiera: dal telaio al prodotto finito inserito in un outfit completo. «Sono molto orgogliosa di questa esperienza in fiera che avvalora ancora di più il mio progetto — racconta Sara —. Rappresenta un motivo in più per approfondire il cammino avviato in questo settore. Oggi disegno collezioni donna per due marchi italiani da freelance, in futuro mi piacerebbe restare in movimento per crescere e conoscere realtà sempre nuove con cui confrontarmi». Realizzare abiti sostenibili «non è più soltanto un’esigenza che guarda al futuro ma una tendenza nel mondo della moda — dice la designer —. L’esperienza più bella ed emozionante durante il triennio di Fashion Design è stata lavorare a stretto contatto con la docente Laura de Cesare, che mi ha fatto da mentore. Nel suo laboratorio mi ha insegnato le prime tecniche di tessitura, mi ha aiutata nel fare l’ordito, a montare il telaio, mi ha insegnato a valutare le fibre, quali sono adatte alla tessitura e quali no».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore