Il Tirreno

Pontedera

l’inferno in famiglia 

Imputato per gli abusi sui due figli minorenni

Pietro Barghigiani
Foto d'archivio
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Foto d'archivio

L’uomo è accusato di aver violentato la bimba quando non aveva ancora compiuto 10 anni e il fratello di poco più grande

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PONTEDERA. È in carcere per scontare una pena di 10 anni, inflitta nel 2021 in abbreviato per le ripetute violenze sessuali sulla figlia minorenne.

Ma le accuse non sono finite per un ex venditore ambulante (omettiamo le generalità per tutelare le parti offese, ndr) tornato di nuovo al centro di contestazioni da brividi per genere e contesto in cui si sarebbero consumate.

Il sostituto procuratore Giancarlo Dominijanni lo vuole processare per una serie di episodi di abusi commessi sempre sulla figlia e, fatto nuovo, anche sull’altro figlio, il primogenito.

Con una novità rispetto alle contestazioni originarie. I fatti sarebbero avvenuti nel Paese d’origine dell’uomo, un 46enne straniero, già residente in Valdera, dove continuano a vivere alcuni familiari.

Ottenuta l’autorizzazione a procedere dallo Stato estero, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio dell’uomo, ex commerciante, per violenza sessuale aggravata.

Del caso si occuperà il gip Donato D’Auria nelle prossime settimane dopo un primo passaggio rinviato per questioni procedurali.

Nei confronti dell’imputato, il pm ipotizza la consumazione di episodi avvenuti nella sua residenza d’origine, fuori dall’Italia, nel 2013 e 2014 ai danni della figlia quando non aveva ancora compiuto 10 anni.

Approcci pesanti e diretti, non limitati a palpeggiamenti o strusciamenti sulle parti intime della bambina che pure fanno parte dei capi di imputazione.

Sarebbe andato molto oltre, il 46enne che si trova detenuto nel carcere di Prato nella sezione riservata a quella che la psicologia declinata in chiave giudiziaria classifica come sex offender.

Nei confronti del figlio, nel frattempo diventato maggiorenne, gli abusi sarebbero avvenuti tra il 2014 e il 2015 attraverso palpeggiamenti delle parti intime e baci imposti contro la volontà del ragazzo che da tempo ha interrotto i legami con il papà.

La figlia si trova da tempo in una struttura protetta, seguita dai servizi sociali, e ha come amministratrice di sostegno l’avvocato Maria Concetta Gugliotta (l’avvocato che la rappresenta come parte civile è Alberto Marchesi) che è anche la legale del fratello più grande che, dopo il compimento dei 18 anni, è pronto a costituirsi parte civile in proprio.



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