Il Tirreno

Pontedera

Il nuovo vescovo Campiotti abbraccia i volterrani in piazza

Paolo Falconi
Mons. Roberto Campiotti
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Mons. Roberto Campiotti

Domani divieti di sosta e di transito nelle vie dove passerà il corteo. Poi saluto ufficiale e riti in cattedrale

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VOLTERRA. Da domani il vescovado di via Roma 13, a due passi dalla basilica cattedrale e a tre da piazza Priori avrà il nuovo inquilino. E la Diocesi di Volterra avrà il nuovo pastore. All’ingresso del vescovado campeggerà il nuovo stemma e il motto di mons. Roberto Campiotti. Nello stemma è raffigurato un monte nella sua stilizzazione araldica composto da sei vette ascendenti alla cui sommità c’è la croce di san Benedetto. Vuole ricordare il Sacro monte di Varese, terra dalla quale, appunto, arriva mons. Campiotti. Essendo intitolato a Maria vergine è aggiunto un giglio dorato, uno dei più consueti simboli mariani. Sulla “striscia” alla base la scritta latina “Christo nihil praeponere” (Non anteporre nulla all’amore di Cristo). Quello del suo predecessore mons. Alberto Silvani era “Gaudium Domini, fortitudo nostra” (La gioia del Signore è la nostra forza).

Proprio mons. Silvani (vescovo sul colle etrusco dall’8 maggio 2007) la settimana passata ha traslocato per tornare nella sua terra, trovando ospitalità presso il parroco di Avenza, don Marino Navalesi, al quale darà una mano nelle varie funzioni. Questo, dopo aver celebrato le Messe di saluto prima a Castelfiorentino, poi in cattedrale e domenica scorsa a Cecina.

Dunque, arriva mons. Roberto Campiotti, nato a Varese il 31 ottobre 1955; del clero di Milano; ordinato presbitero il 16 giugno 1979, eletto alla sede vescovile di Volterra il 12 gennaio scorso, ordinato vescovo il 26 febbraio, dal 2010 rettore del Collegio ecclesiastico internazionale San Carlo Borromeo di Roma che accoglie sacerdoti e studenti da tutto il mondo inviati dai propri vescovi per completare la formazione.

La cerimonia di “intronizzazione” sarà domani pomeriggio con l’arrivo poco prima della 16 di mons. Campiotti da piazza XX settembre, davanti alla chiesa di Sant'Agostino che ospita Il Museo di arte sacra. Il giorno della nomina da parte di papa Francesco disse che non aveva mai visto Volterra, ma che ne aveva sentito parlare come un vero e proprio gioiello d’arte.

In piazza XX settembre riceverà un primo contatto con la gente prima del saluto ufficiale da parte del sindaco di Volterra, Giacomo Santi, in piazza Priori e il calore dei fedeli a iniziare dai giovani che con il nuovo vescovo hanno già avuto un incontro alla conclusione della cerimonia di ordinazione nel Duomo di Milano, il 26 febbraio scorso quando avevano preparato uno striscione “Vescovo Roberto, il cuore dei Giovani AC è aperto!”. Coinvolti anche gli Sbandieratori, le altre associazioni volterrane e anche le delegazioni provenienti dalle 88 parrocchie dei sei vicariati (Volterra, Valdelsa, Valdera, Alta Valdicecina, Bassa Valdicecina, zona Boracifera) per complessivi 94.500 abitanti di cui i battezzati sono 89.300 (pari al 94,5% del totale) su una superficie di ben 1.743 km² in cinque provincie.

Monsignor Campiotti prenderà possesso della Diocesi volterrana, la cui evangelizzazione è attribuita a san Romolo, inviato da san Pietro, e da papa Lino, nativo di Volterra e secondo vescovo di Roma, nonché compagno di viaggio e vicario dell'apostolo della Galilea. Fin dall'alto medioevo erano venerati anche i santi Giusto, Clemente e Ottaviano, probabilmente eremiti locali ai quali più tardi si aggiunsero le martiri Attinia e Greciniana.

Passerà dalle splendide vie del centro “pulite” da un’ordinanza ad hoc che vieta il traffico e la sosta delle auto (attenzione alla segnaletica posta temporaneamente) e dove non ci saranno tavolini e sedie, e arriverà all’ingresso della cattedrale dedicata a santa Maria Assunta (come molte chiese della Diocesi) da piazza san Giovanni. Ci saranno, ovviamente, anche i confratelli della Chiesa di Milano e le autorità civili della Regione Lombardia. Solo allora inizierà il rito solenne, peraltro trasmesso interamente da Granducato tv a partire dalle 15.40 per chi non potrà essere sul posto, come già avvenne per la cerimonia in Duomo a Milano presieduta dall’arcivescovo Mario Delpini.

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