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Peccioli Alta Valdera

Quando il divorzio diventa... una "festa". Il lavoro ideato dalla pecciolese d’adozione

Paolo Falconi
Paola Gonzato al lavoro
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Paola Gonzato al lavoro

La milanese Paola Gonzato ha scelto la Valdera come casa e un attività insolita che “certifica” la fine dei matrimoni 

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Quella di Paola Gonzato è la storia che fu messa in note con la via Gluck, ma al contrario. Il “molleggiato” partiva da “una casa, fuori città, in mezzo al verde” per andare in centro, mentre Paola è uscita dalla città per arrivare a Peccioli. Dalla Milano da bere alla Valdera da gustare. E vivere.

Nei ritagli di tempo, per così dire, ha partecipato alla trasmissione di Rai1 “I soliti ignoti” dell’altra sera: «Un mondo che non conoscevo affatto, avevo fatto un po’di radio in gioventù – dice – ma televisione mai. Siamo stati cullati, ospitati e meravigliosamente trattati da una equipe di veri professionisti. Ora si torna alla normalità».

Che è fatta di un lavoro a dir poco originale ma ben integrato con i tempi che viviamo. Ma andiamo per ordine.

Paola Gonzato, 47 anni, da circa 20 si è fatta pecciolese per “colpa” dell’amore con Luca Crecchi con il quale, oltre alla famiglia, ha messo su un’impresa di pulizie. Aiutati dalla «preziosa» segretaria Gaia. E fin qui tutto “normale”.

Meno lo è, senza ombra di dubbio, un’altra attività che la stessa Paola ha creato da qualche anno: si tratta dell’organizzazione di eventi e feste di divorzio, con il socio Andrea Rosselli Del Turco che abita a Pisa ma è originario di Fabbrica di Peccioli.

«Come c’è la festa per un matrimonio, c’è la possibilità di festeggiare – ovviamente con meno rigidità e protocollo – una cosa analoga per chi ha deciso di sciogliere l’unione» spiega Paola Gonzato. E i gusti, va detto, spaziano molto nella fantasia degli interessati. E del momento. Nei paesi anglosassoni ormai va avanti da tempo: si chiama drag queen. L’origine delle drag queen si potrebbe far risalire agli spettacoli satirici dell’epoca vittoriana, conosciuto come burlesque. Drag sembra essere l’acronimo di “Dressed as girl” da cui – drag- sarebbe l’atto di trascinare le lunghe gonne indossate dagli attori che si travestivano da donna.

Di sicuro non è un’attività frequente e la stessa Paola Gonzato è certa di essere l’unica impresa del genere sul territorio italiano.

Ma quella del drag queen è da considerarsi soprattutto una festa che aiuta e contribuisce a prendere con più leggerezza il divorzio che, può succede, è la liberazione da anni di rapporti tesi. «Accade che all’evento siano presenti entrambi gli ex coniugi, proprio in segno evidente di liberazione».

Comunque l’organizzazione dell’evento prevede un “percorso preparatorio”. «Non lasciamo niente al caso. Così vogliamo – dice Paola Gonzato – capire meglio la personalità del divorziato (o divorziata) e i fatti che lo hanno portato a tale epilogo della vita di coppia. Una volta capito il tutto andiamo avanti con delle proposte, degli eventi che possono incontrare i gusti della persona che abbiamo davanti». Il fatto di essere gli unici, o quasi, in Italia a proporre una festa di divorzio vi porta senza dubbio ad avere richieste da tutta la penisola, e non soltanto dalla zona in cui siete. «Di richiesta ne abbiamo avute abbastanza in questi 3-4 anni. Poi ci si è messa di mezzo la pandemia che, se è vero che ha decimato i matrimoni, di conseguenza ha pure fatto diminuire le possibilità di divorzio».

Ma l’intuizione avuta rimane sempre valida e incontra e continua a incontrare consensi.

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di Redazione web