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Pontedera

 

Piaggio, la “cassaforte” di Colaninno registra numeri in forte crescita

Roberto Colaninno
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Roberto Colaninno

Il Gruppo Immsi chiude il 2021 con il +24% di ricavi: «Si tratta del miglior risultato registrato dal 2009»

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PONTEDERA. La Piaggio di Pontedera viaggia a gonfie vele, come testimoniano i conti del bilancio 2021 diffusi pochi giorni fa. E quella che viene considerata la “cassaforte” della famiglia Colaninno, la Immsi appunto, va di pari passo, con la novità è che dovrebbe essere predisposto anche un dividendo, cosa che non accadeva dal 2016.

«Nel 2021 il Gruppo Immsi ha registrato un miglioramento di tutti i principali indicatori economici e patrimoniali, nonostante le difficoltà oggettive del contesto macroeconomico – dicono dalla società presieduta da Roberto Colaninno –. I ricavi consolidati sono cresciuti di oltre 24 per cento, il miglior risultato registrato dal 2009, con Ebitda in aumento del 23,8 per cento e l’utile netto, inclusa la quota di terzi, a 35,4 milioni di euro, più che raddoppiato rispetto al precedente esercizio. Al contempo, l’indebitamento è stato ridotto di quasi 39 milioni di euro».

Per quanto riguarda le prospettive del Gruppo, «in merito al settore industriale, Piaggio proseguirà anche nel 2022 il suo percorso di crescita, confermando gli investimenti previsti in nuovi prodotti e nuovi stabilimenti e rafforzando il proprio impegno sulle tematiche legate agli investimenti in campo ambientale, nonostante le attuali tensioni geopolitiche internazionali. In questo quadro generale, Piaggio continuerà a lavorare come sempre per rispettare impegni e obiettivi, mantenendo un focus costante sulla gestione efficiente della propria struttura economica e finanziaria, per rispondere in modo flessibile ed immediato alle sfide e alle incertezze del 2022».

Per quanto riguarda gli scenari internazionali, il Gruppo Immsi dice di seguire «con grande attenzione l’evoluzione della crisi tra Russia e Ucraina, che rischia di avere significative ripercussioni sull’economia mondiale anche a seguito delle sanzioni, già entrate in vigore o ancora in via di definizione. L’estrema diversificazione geografica delle vendite fa sì che al 31 dicembre 2021 l’esposizione del Gruppo in quest’area sia sostanzialmente nulla (0,05 per cento in termini di fatturato)».

E ancora: «Nonostante la formulazione di previsioni rimanga ancora complessa, il Gruppo Immsi continuerà a lavorare per rispettare impegni e obiettivi, mantenendo in essere tutte le misure necessarie a rispondere in modo flessibile ed immediato alle situazioni inattese e difficili che dovessero ancora manifestarsi, grazie ad una attenta ed efficiente gestione della propria struttura economica e finanziaria».

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