Il Tirreno

Pontedera

Svaligiata abitazione al Villaggio Piaggio: «Grande amarezza per un’intimità violata»

Pietro Barghigiani
Svaligiata abitazione al Villaggio Piaggio: «Grande amarezza per un’intimità violata»

Colpo da almeno 20mila euro nell’appartamento della presidente dell’Accademia musicale Glenn Gould

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PONTEDERA. «Non c’è solo il danno per il furto subìto. L’amarezza è soprattutto per la fiducia tradita. Non volevo credere a quello che dicevano del Villaggio Piaggio sulla perdita di serenità e l’aumento dell’insicurezza. Purtroppo avevano ragione».

La professoressa Romana Ruata, presidente dell’Accademia musicale Glenn Gould, origini torinesi e residente a Pontedera dal 2016, ha sperimentato in prima persona cosa significa essere derubati. È successo nel weekend.

La musicista abita in un appartamento del Villaggio Piaggio che affaccia su piazza Paola Piaggio. Una zona che nel tempo ha perso quel senso di comunità che era unione e protezione al tempo stesso. La sommatoria di singole esistenze non significa creare un gruppo che si guarda le spalle a vicenda.

«Nel fine settimana vado via e con ogni probabilità sapevano gli orari dei miei spostamenti» è la premessa della derubata.

I ladri si sono arrampicati fino al primo piano. Poi, dopo essere saliti sul terrazzo, hanno rotto la porta-finestra dell’appartamento e da lì in poi la casa è diventata un campo di battaglia.

È di oltre ventimila euro il bottino tra gioielli e contanti.

«Hanno rovesciato tutti i cassetti, buttato sul pavimento i vestiti – racconta la professoressa Ruata – . Non ne hanno lasciato neanche uno chiuso. Meno male che non hanno sfiorato il pianoforte. Sono giorni che non faccio altro che riempire lavatrici perché hanno toccato davvero tutto».

La professoressa ha deciso di rendere pubblica la sua disavventura per mettere in guardia chi pensa che una storia del genere capiti solo agli altri.

«Ero uno delle poche che difendeva il Villaggio Piaggio – riprende Ruata – . La sede dell’Accademia è al Crec e, quindi, sono a due passi da casa. Quando ho deciso di trasferirmi qui in tanti mi dicevano che sbagliavo. “Te ne pentirai, non lo fare” era la frase più ricorrente. E io, “ma no, che dite è stupendo il Villaggio Piaggio, così tranquillo”. Avevano ragione. Ho avuto una bella fregatura».

Nella loro incursione i ladri hanno lasciato il segno di un disprezzo verso la casa che ferisce chi ne subisce gli effetti. Il disordine ovunque, eccessivo e gratuito come spregio ulteriore.

«Da mamma, trovare le letterine scritte da un figlio sparpagliate sul letto provoca una sensazione davvero sgradevoli, di schifo – prosegue la professoressa – . Non c’è solo la perdita delle cose materiali, che non è un dettaglio. Solo il pensiero che questa gente abbia toccato le tue cose personali ti dà la nausea. Viene da piangere».

L’intervento per un primo sopralluogo è stato effettuato dai carabinieri che hanno ricostruito l’accesso dal terrazzo dei ladri che poi sono scappati dalla porta principale.

«Purtroppo il Villaggio Piaggio è un luogo abbandonato – conclude Romana Ruata – . Dopo la chiusura del bar mancano del tutto quei presìdi di comunità che potevano essere un deterrente a simili episodi. Non sono contenta di quello che sta accadendo all’interno del villaggio. Quando la sera chiudo l’Accademia e torno a casa ho paura. La gente non deve fidarsi. Era un luogo che ispirava fiducia, ma ora mi sento tradita».

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