Il Tirreno

Pontedera

Dall’alto la Vespa osserva la città

Paola Silvi
Il murale della Vespa realizzato dal duo di street artist Ruido sulla facciata di un palazzo del Villaggio Gramsci
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Il murale della Vespa realizzato dal duo di street artist Ruido sulla facciata di un palazzo del Villaggio Gramsci

Il duo Ruido l’ha dipinta su un palazzo del Villaggio Gramsci per festeggiare i 30 anni del Festival Sete Sois Sete Luas 

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PONTEDERA. L’immagine della Vespa che osserva la città dall’alto, dipinta dal duo della street art Ruido, sulla facciata di un palazzo nel Villaggio Gramsci, è tra i quattro murale che festeggiano i 30 anni del Festival Sete Sois Sete Luas.

La celebrazione della milionesima Vespa uscita dallo stabilimento Piaggio il 28 aprile 1956 è un modo per omaggiare il successo di un veicolo che, nel tempo, ha sedotto tutti, senza interruzioni, diventando un fenomeno globale. «Quest’opera – spiega Marco Abbondanza, direttore del Festival e creatore, in collaborazione con il Comune di Pontedera, di questo progetto artistico – è un modo per ricordare ogni giorno l’icona delle icone, la Vespa, che ha fatto la storia della città. I 250 metri quadrati del murale lodano il mito di questo scooter che diventa fonte di ispirazione». Grazie a una gru e pennelli da imbianchino, Frederico Soares Campos e Rodrigo Guinea Goncalves, meglio conosciuti in Europa come i Ruido, realizzano opere tra il figurativo e l’astratto. Colorate, geometriche e somiglianti alla realtà. «Sono artisti portoghesi – continua Abbondanza – che abbiamo chiamato per interpretare al meglio il nostro anniversario. Loro trasformano l’ambiente, ispirano lo spazio. Non a caso il loro nome in italiano significa rumore». Quello sul condominio del Villaggio a due passi dalla Coop di via Brigate Partigiane è il secondo intervento pontederese e il quarto in Valdera. «Il murale della Vespa – aggiunge il direttore – sarà completato giovedì mentre è già concluso quello in viale Rinaldo Piaggio su una parete del centro Sete Sois Sete Luas che ritrae Dario Fo. Fo è stato nostro presidente onorario e la rappresentazione potrebbe definirsi come un sequel di quello creato un po’ di tempo fa in onore di Saramago».

Ma il viaggio tra la pittura sui muri passa anche da Peccioli con il murale dedicato al settantesimo anniversario della Coppa Sabatini e da Calcinaia, dove in via Ubaldesca, alla palestra comunale vicino al campo sportivo fa bella mostra di sé il ritratto di Pier Paolo Pasolini che stavolta richiama i cento anni dalla sua nascita. Le ricorrenze insomma sembrano essere il filo rosso che lega queste installazioni. Compleanni speciali, feste da condividere, memorie da rispettare. Con originalità e arte diffusa. È una Valdera “dei nasi all’insù” quella che è sbocciata a marzo. Con una tempestività inaspettata. Perché tutti questi lavori graffitari sono stati composti in un arco di tempo brevissimo, neppure 20 giorni. E rispettano il canone fondamentale del genere: la velocità, il senso d’urgenza e contingenza, che fanno della pennellata un’apparizione improvvisa sulle strutture cittadine. Ribelle e minimalista. Tra museo e strada. «È dal 6 marzo che siamo qui e finiremo il 24», aggiungono gli artisti mentre rullo alla mano inventano lo sfondo della milionesima Vespa. Una galleria a cielo aperto che costringe i passanti a fermarsi per osservare ciò che campeggia sui muri. E l’anima “en plein air” del progetto oltrepassa l’occasione dell’evento perché i murale restano e non si dimenticano facendo di questa forma d’arte di strada anche un fenomeno di riqualificazione.

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