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Pontedera

Geotermia, i sindacati: 3 miliardi da Enel con proroga concessioni

Torri refrigeranti per gli impianti geotermici a Larderello
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Torri refrigeranti per gli impianti geotermici a Larderello

Ottimismo dopo l’incontro tra dirigenti della società e i rappresentanti dei lavoratori. «L’azienda ha dichiarato di aver fatto progressi con Regione e governo»

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POMARANCE. Tre miliardi d’investimento in 15 anni. È questa la prospettiva per il settore geotermico disegnata dai sindacati dopo l’incontro con Enel Green Power dei giorni scorsi. Una cifra imponente, con nuove centrali e l’ammodernamento di quelle già esistenti. Scenario di cui si sapeva a grandi linee, ma che si realizzerà con la proroga delle concessioni. Che, stando a quando emerso dalla riunione, sarebbe a buon punto.

I rappresentanti di Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil hanno riportato l’esito dell’incontro con i vertici dell’unità business geotermia di Enel Green Power: «L’incontro era stato richiesto dalle organizzazioni sindacali per un aggiornamento sulle questioni relative al piano industriale e alla scadenza delle concessioni per l’utilizzo del vapore geotermico in Toscana. L’azienda ha dichiarato che sono stati fatti dei progressi significativi, dopo incontri con la Regione e i ministeri competenti per arrivare a una possibile soluzione che preveda una proroga alle concessioni in scadenza per una durata di 15 anni. Questa soluzione risulterebbe la sola a garantire tempistiche immediate negli investimenti e quindi la possibilità di intervenire in maniera determinante nel processo di transizione ecologica».

Se tutti i tasselli andranno al loro posto, secondo quanto riportato dai sindacati, «l’azienda si è impegnata a mettere in campo un piano d’investimento importante pari a 3 miliardi di euro nel periodo 2024-2039. Il piano presentato sarebbe strutturato in due parti ben distinte. La realizzazione di nuove centrali per un totale di 200 Megawatt, di questi, 85 Megawatt sarebbero realizzati nel breve periodo con le centrali di Pc6 da 20 Megawatt, Triana da 20 Megawatt, Bagnore 5 da 40 Megawatt e Monterotondo da 5 Megawatt». E poi, «l’ammodernamento di tutte le attuali centrali, partendo dai macchinari esistenti, fino all’installazione delle torri ibride e al raddoppio degli impianti Amis per l’abbattimento dell’idrogeno solforato e del mercurio, ben al di sotto dei limiti previsti dalla legge. Modifiche che permetterebbero di non aumentare le emissioni in atmosfera nonostante i 200 Megawatt in più. Previsti inoltre investimenti in sostenibilità, indirizzati verso gli impianti di teleriscaldamento, le strade, i percorsi turistici».

Cgil, Cisl e Uil sottolineano «la necessità e l’importanza di un pieno e fattivo coinvolgimento delle organizzazioni sindacali in questo difficile percorso, sia a garanzia dei lavoratori di questo settore e delle comunità che vivono in questi territori, che per gli aspetti socioeconomici ed ambientali. Riteniamo che la geotermia rappresenti una parte fondamentale nel percorso di transizione ecologica e che in questo contesto storico sia ancora di più in grado di contribuire positivamente alla riduzione della dipendenza energetica dagli idrocarburi».

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