Il Tirreno

Pontedera

Missione in Polonia per accogliere un bambino malato e la sua famiglia

Marco Sabia
Missione in Polonia per accogliere un bambino malato e la sua famiglia

Pubblica Assistenza: ambulanza raggiunge il presidente a Przemysl per trasferire in Italia il piccolo ucraino

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FUCECCHIO. Quello che pochi giorni prima era un grande centro commerciale, in poche ore si trasforma in un’immensa distesa di lettini per accogliere i profughi in fuga dall’Ucraina e dalle bombe di Putin.

La dura realtà della guerra. La scorsa settimana una delegazione fucecchiese si è recata a Przemysl, al confine tra la Polonia e l’Ucraina, crocevia purtroppo per migliaia e migliaia di disperati alla ricerca di salvezza; è la cittadina dove Matteo Salvini è stato contestato dal sindaco Wojciech Bakun, che non l’ha ricevuto per le sue precedenti dichiarazioni a favore di Putin. Ma è anche – e soprattutto – appunto un luogo di speranza e di dolore, dove i destini di migliaia di profughi ucraini si incrociano. La delegazione fucecchiese – guidata dal sindaco Alessio Spinelli – si era recata sul posto per consegnare tanti scatoloni di generi di prima necessità per un ospedale pediatrico, con l’idea di portare a Fucecchio una famiglia ucraina.

Destino ha voluto che fosse quella di un bambino della zona di Charkiv con seri problemi di salute, che per spostarsi necessitava di un mezzo idoneo; ecco, per portarlo a Fucecchio, si è mossa un’ambulanza della Pubblica Assistenza locale, che si è recata insieme ad altri volontari di Anpas Toscana, per far sì che il piccolo potesse giungere in Italia col resto della famiglia. Il presidente della Pubblica fucecchiese Luigi Checchi – proprio a questo scopo – è rimasto un giorno in più a Przemysl e quello che ha visto rimarrà per lui indelebile nei ricordi: «In queste situazioni – racconta Checchi – vedi tutto il male e tutto il bene: una distesa di lettini infinita, persone che cercano una speranza di un futuro migliore in un qualsiasi posto dell’Europa, a causa della guerra; e poi vedi tanti volontari, che si fanno il mazzo per aiutare in tutti i modi».

Checchi, come detto, mentre venerdì il sindaco Spinelli e gli altri ripartivano per l’Italia dopo aver consegnato gli aiuti, si è trattenuto a Przemysl: «C’era un’associazione di volontariato romana, che cercava di organizzare dei passaggi verso l’Italia; e c’era questo bambino, che per le sue condizioni di salute doveva affrontare il viaggio in ambulanza. Così, parlando con Anpas, è stato organizzato un viaggio grazie alla nostra ambulanza e al pulmino della Pubblica Assistenza di Montagnola Senese con l’aggiunta di due volontari dell’Avvenire di Prato».

Da Fucecchio è partito Francesco Sabatini, volontario della Pubblica che ha guidato fino in Polonia, per andare a riprendere Checchi ma soprattutto il bambino, che ha affrontato il viaggio insieme alla mamma mentre il resto della famiglia era sul pulmino a nove posti di Montagnola: «La guerra – prosegue Checchi – è un’emergenza a cui non siamo abituati: donne, anziani e bambini che sono scappati con una valigia – mentre gli uomini arruolabili sono rimasti a combattere – che non sanno se si incontreranno di nuovo o se torneranno a casa. Arrivano in questi centri distrutti dal viaggio e poi devono scontrarsi col fatto che tantissimi altri esseri umani sono nelle loro stesse condizioni. È umanamente difficilissimo da accettare. Nel male ci sono però tantissime persone che provano a offrire la loro goccia di altruismo. L’amministrazione comunale ad esempio si è spesa molto per trovare una sistemazione alla famiglia, grazie anche alla disponibilità di una famiglia fucecchiese che ha offerto un appartamento gratuitamente».

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