Gioco
Ponte di Latignano, i cittadini esasperati raccolgono le firme
È chiuso da maggio 2021, nella frazione continuano i disagi. Il sindaco: «A giorni nominato l’ingegnere responsabile»
CASCINA. La pressione sul traffico dopo la chiusura del ponte di Latignano, nel maggio dello scorso anno, non è diminuita in questi mesi. Il problema, anzi, è percepito come sempre più pressante, complice il passare del tempo. Così un gruppo di cittadini, autonomi, senza nessuna sigla dietro, ha lanciato una raccolta firma il cui obiettivo si può sintetizzare in una formula: «Fate presto».
Sono tre i punti di raccolta sorti spontaneamente: il negozio di alimentari in via Di Corte, a Latignano nel bar e nel circolo di Pardossi. Un foglio con nomi e cognomi, molto semplice, che rende evidente il disagio strisciante che si respira da queste parti.
L’iniziativa sta avendo un certo successo, con le firme che continuano ad arrivare, rinfocolando il dibattito sui tempi.
Dal Comune nel frattempo arriva la notizia che qualcosa si sta muovendo. Il primo passo per cominciare a muovere la complicata questione dei lavori sta per essere compiuto. La prossima settimana, o al massimo entro una decina di giorni, sarà nominato l’ingegnere strutturista, che avrà il fondamentale compito di dare avvio alle prove statiche che potranno dire di più sul destino del ponte nella carta della viabilità cascinese.
Il primo annuncio della nomina risale alla metà di gennaio. Allora si era ipotizzato un incarico entro un mese, dunque a febbraio. I tempi però sono slittati avanti di altri 30 giorni.
«Siamo di fronte a un intervento con diversi enti coinvolti – spiega il sindaco Michelangelo Betti – e dunque i tempi si sono allungati un po’. Contiamo però di avere la nomina al massimo entro 10, 15 giorni».
Ad agosto, tre mesi dopo la chiusura per problemi di instabilità, Comune e Regione avevano deciso di verificare congiuntamente la competenza sulla struttura. Doveva essere la fine dei problemi, con l’avvio dei lavori come conseguenza da parte del soggetto individuato.
Il problema però è proprio questo. La struttura in cemento armato ha dato preoccupanti segni di fatiscenza e i rischi per l’ordine pubblico hanno messo il Comune nella condizione di dovere chiudere al traffico per evitare rischi.
«Con la nomina dell’ingegnere speriamo di potere dare le prime risposte», spiega Betti. Un’ipotesi che non risolverebbe il problema alla radice, garantendo l’antica funzionalità, ma che almeno andrebbe ad alleggerire i carichi di traffico che in questo momento si riversano su altre direttrici. «Servirà una valutazione tecnica per vedere se è possibile una riapertura, anche parziale, del ponte», spiega Betti.
I concomitanti lavori Anas sull’Arnaccio hanno aumentato la pressione sul traffico e la situazione si è fatta difficile. La speranza è che con la nomina dell’ingegnere poi si proceda spediti anche nell’individuazione del soggetto (Regione o Comune) che dovrà occuparsi di fare i lavori necessari. Le firme che si accumulano testimoniano l’urgenza che i cittadini vogliono che la burocrazia avverta.
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