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il caso montecerboli 

Bancomat chiuso a Pomarance, 250 firme raccolte contro la decisione della “Cassa”

Andreas Quirici
Bancomat chiuso a Pomarance, 250 firme raccolte contro la decisione della “Cassa”

La Società di mutuo soccorso gestisce la petizione popolare Il presidente Filippi: «La cittadinanza è scoraggiata»

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POMARANCE. «Dopo la chiusura dell’asilo di qualche anno fa, le elementari per carenze strutturali dell’edificio, ora ci hanno tolto anche il bancomat. Ci sentiamo scoraggiati e isolati». A parlare è Luciano Filippi, presidente della Società di mutuo soccorso di Montecerboli che sta raccogliendo le firme contro la decisione presa dalla Cassa di risparmio di Volterra di eliminare lo sportello automatico dal più grande paese del territorio di Pomarance.

Finora ne sono state raccolte circa 250.

Un’assenza di servizi che intristisce la popolazione. Ma che dà dimostrazione di avere sempre più bisogno di aiuto anche in attività apparentemente semplici come quella del prelievo di denaro contante. «Dalla metà di febbraio quando è stato tolto il bancomat – riprende Filippi – abbiamo visto aumentare le richieste degli abitanti per essere accompagnati in auto a Larderello o Pomarance alle filiali delle banche. Ma noi non ce la facciamo a dire a tutti di sì, perché non abbiamo abbastanza mezzi e volontari per far fronte anche a questo servizio».

La sindaca di Pomarance, Ilaria Bacci, nei giorni scorsi ha lanciato l’allarme raccontando di aver chiesto ai vertici dell’istituto di credito un dietrofront o comunque un confronto per cercare una soluzione sulla vicenda di Montecerboli. Ma ha anche sottolineato di non aver ricevuto risposte, né positive né negative. Un segnale inequivocabile di quando decisa sia la Cassa di risparmio di Volterra nel voler portare avanti il progetto di riorganizzazione interno per diminuire i costi di gestione. Anche eliminando sportelli bancomat come già avvenuto negli ultimi mesi o chiudendo filiali sul territorio.

«Anche alla luce di questi movimenti da parte della banca di Volterra – dice ancora il presidente della Società del mutuo soccorso di Montecerboli – non ci aspettiamo cambi di strategia da parte dei dirigenti. Malgrado questo continuiamo a lavorare per raccogliere il maggior numero di firme possibile. Siamo a circa 250, ma speriamo di aumentare ancora. I negozi di Pomarance e dintorni hanno i fogli per far firmare i cittadini e ci giungono richieste di avere altra documentazione per quello che non è altro che un tentativo di far sentire la nostra voce a istituzioni e dirigenti della Cassa».

Non sembra rimasto altro da fare a un paese che è distante un chilometro e mezzo da Larderello e dieci da Pomarance. Distanze non impossibili, ma da percorrere comunque in auto per una popolazione prevalentemente anziana. «Ed è questo – riprende Filippi – l’aspetto da mettere in evidenza in questa vicenda, perché togliere anche un bancomat può creare grossi disagi a un paese come il nostro».

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