Italia
Lo sportello Donna apre nella sede degli studi medici a Capannoli
Novità a Santo Pietro Belvedere a partire dal mese di marzo Servizio attivo ogni primo lunedì del mese e gestito da Eunice
CAPANNOLI. Accoglienza, sostegno e inclusione. Sono questi i cardini attorno a cui ruota l’operazione che porterà all’apertura di un centro di ascolto molto importante. Dopo l’apertura dello sportello di ascolto per genitori promosso dell’associazione Tarta Blu, infatti, nei locali degli studi medici di Santo Pietro Belvedere, nel territorio di Capannoli, a partire dal mese di marzo apre lo Sportello Donna.
Lo Sportello Donna sarà gestito dall’associazione Eunice e sarà aperto, in avvio, ogni primo lunedì del mese dalle 17 alle 19, con accesso libero; si pone come un supporto per il cambiamento contro ogni discriminazione di genere.
Donne vittime di soprusi fisici e psicologici, di discriminazioni in ambiente lavorativo o simili potranno chiedere supporto e orientamento a esperte avvocate, criminologhe, donne medico, educatrici, psicologhe che si mettono a disposizione della comunità.
«Eunice è una associazione con cui il Comune di Capannoli collabora da tempo – dicono dall’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Arianna Cecchini – nata in memoria di una ragazza nigeriana, che viveva in Valdera, barbaramente uccisa nel 2008 dalla violenza di un uomo; Eunice nasce da un gruppo di donne che hanno conosciuto la sua storia e si sono sentite ispirate a mettere a disposizione se stesse, le proprie capacità e competenze per aiutare le altre donne a non essere più vittime».
L’iniziativa nasce grazie al supporto del Comune di Capannoli e della Farmavaldera, la società che gestisce la farmacia comunale, che ha messo a disposizione gli spazi a Santo Pietro Belvedere, dove lo Sportello Donna sarà ospitato.
Per informazioni rivolgersi alla farmacia comunale di Santo Pietro Belvedere al numero di telefono 0587 609845 oppure all’indirizzo email info@eunice. it
«Un bel traguardo con cui apriamo le varie iniziative del mese di marzo, dedicato alla figura femminile, in un periodo storico in cui le donne sono state penalizzate ancora di più a seguito della pandemia», dice Alice Cappellini, consigliera comunale delegata alle pari opportunità.
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