Il Tirreno

Pontedera

Addio a Enza, sul palco per oltre ottant’anni

L’attrice Vincenza Barone
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L’attrice Vincenza Barone

Oggi il funerale dell’attrice Barone, poi un’iniziativa in teatro: «La vogliamo ricordare con il sorriso tra foto e aneddoti»

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CASCIANA TERME LARI. Profonda commozione ha suscitato a Lari la scomparsa di Vincenza Barone animatrice e persona di spicco del teatro popolare della località. La salma è stata esposta per l’omaggio di quanti l’hanno conosciuta e stimata nelle stanze mortuarie del cimitero comunale e oggi alle 14.30 nella parrocchia dei Ss. Maria assunta e Leonardo a Lari si svolgerà il rito funebre. Dopo la funzione, i responsabili del Scenica frammenti Teatro di Lari invitano «a venire con noi nella sala del Teatro comunale, per stare insieme e ricordare Enza, condividendo foto e momenti vissuti con lei».

Allo stesso tempo invitano a portare immagini e ricordi «per festeggiarla col sorriso e con un abbraccio». Aveva 89 anni, la signora Enza, e dall’età di 4 calcava le scene essendo figlia d’arte e poi avendo sposato un attore. Fu anche capocomica di giro nell’ultimo finanziato dal ministero.

Loris Seghizzi, che di Enza è il figlio, pure lui impegnato sul palco del teatro larigiano, ne tratteggia sul profilo facebook le doti e l’umanità che in molti a Lari hanno stimato: «Il dolore – dice il figlio Loris – non si può negare, né a se stessi né agli altri. Ma mia madre, Enza Barone, ci ha insegnato a usare il sorriso e l’ironia in ogni circostanza, perché solo il sorriso può aprire le “finestre al nuovo sole…”. Mia madre ha fatto la guerra, ha perso i propri cari molto presto; conosceva bene la morte, esorcizzava la paura con una battuta comica, vestendosi dei panni di Raffaelino. Mi ha trasmesso la voglia di sognare, lei che grazie ad un sogno chiamato teatro si è inventata una splendida esistenza, confusamente ordinata nella stanza della vita, rigorosamente scenografata con quinte e sipario».

Il figlio ricorda come Enza amasse “A livella”, che interpretava splendidamente, e allora «la immagino accanto a Totó, Taranto, Macario e a mio padre, mia sorella, i miei nonni, che se la ridono, si divertono, di generazione in generazione, dai tempi dei tempi, in un mondo di unici e uguali. La stanza è sempre pronta, quinte e sipario aperti. Il sogno continua. Arrivederci mamma» dice commosso Loris Seghizzi anche interpretando il dolore dei tre fratelli.

Per la scomparsa di Enza Barone che da una caduta sul palco del teatro di circa tre anni fa in pratica non si è più ripresa completamente ma dalla quale, anzi, si è portata dietro delle complicanze, «ho ricevuto migliaia di messaggi dalle compagnie di tutta Italia e la cosa mi ha emozionato parecchio. Alcuni saranno presenti anche al funerale».


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