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Pontedera

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Gli studenti “cedono” una parte degli orti a giovani e famiglie

Paola Silvi
Gli orti coltivati dagli studenti dell’Istituto Fermi a Pontedera (foto Franco Silvi)
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Gli orti coltivati dagli studenti dell’Istituto Fermi a Pontedera (foto Franco Silvi)

Vittipaldi: «Così spazi adeguati, sinergie e progetto pet therapy». In arrivo il bando del Comune, priorità ai residenti del quartiere 

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Pontedera. Grammatica e basilico. Zucchine e matematica. Imparare con le mani nella terra, grazie alla terra. L’orto come strumento educativo mette radici nella scuola pontederese e si propone non solo come lezione didattica ma anche come possibilità futura di integrazione sociale e dialogo intergenerazionale. Succede al Fermi, all’istituto agrario che ha visto rinnovarsi, proprio in questi giorni, la convenzione per l’utilizzo dei terreni dietro piazza del mercato, dietro all’hub vaccinale. Dove gli studenti del triennio, prossimi al diploma di perito agrario imparano a coltivare, piantare e seguire le fasi tecniche del loro percorso di apprendimento.

Ma basta fare pochi passi e accade anche negli orti sociali, quelli che l’amministrazione pontederese sta predisponendo. «A breve – conferma l’assessora al sociale Carla Cocilova – presenteremo il bando di assegnazione insieme ad un progetto di abbattimento delle barriere architettoniche».

Qui a “sporcarsi” le mani, a colpi di zappa, ci saranno giovani coppie e famiglie, con una corsia preferenziale per quelle che abitano il quartiere Fuori del Ponte. Rigenerazione degli spazi, occasioni di sostentamento e di risparmio sulla spesa quotidiana, nascita di legami: c’è tanta vita e tante possibilità da sviluppare nello stesso angolo verde. «Con un accordo – spiega il preside Luigi Vittipaldi – tra Comune, Provincia e Unione Valdera, la scuola ha a disposizione già dal 2014 più di un ettaro di terra da dedicare alla parte pratica della nostra offerta formativa». Con il rinnovo della convenzione di comodato, l’area assegnata al Fermi si riduce per far spazio appunto agli orti sociali. «Per le nostre forze che si assestano sulla buona volontà e l’impegno degli alunni e dei docenti – dice il dirigente – i campi erano troppo vasti e difficili da gestire. Se il ministero e la Provincia ci avessero assegnato gli assistenti tecnici che ci sarebbero spettati di diritto non ci sarebbero stati problemi. Ma questo non è avvenuto. La riduzione dei metri quadrati di fatto ci agevola e soprattutto ci permette di creare sinergie con altre realtà sociali».

I ragazzi del Fermi, in località ex La Bianca, curano un piccolo vigneto, stanno pensando di far nascere un uliveto e stanno studiando, tra la diversità genetica delle colture agricole, quelle andate perdute. Semi di antiche piante autoctone da far rivivere. «Su questi terreni – continua – è presente anche una aula-laboratorio dove gli studenti possono fare esperimenti». Pollici verdi al lavoro insomma. Con prospettive che fioriscono dietro l’angolo. E con idee che stanno per sbocciare. «Il Comune sta lavorando al bando per gli orti sociali che saranno inseriti proprio in una parte di quel terreno, al confine con la nostra area. Questa vicinanza – entra nel merito Vittipaldi – ci permetterà di creare collaborazioni proficue».

Giovani da una parte e fruitori degli orti sociali dall’altra. Un connubio che avvantaggerebbe entrambi. «Gli studenti potrebbero offrire competenze specifiche ma i titolari degli orti – aggiunge – potrebbero vigilare sulle coltivazioni scolastiche durante i mesi estivi, quelli delle vacanze, quando le piante vengono meno seguite». Una sorta di passione vegetale che coinvolgerebbe genitori, ragazzi, adulti e persone più fragili. Uniti dall’amore per l’agricoltura. Generazioni a confronto. «Prima della pandemia avevamo pensato di creare un allevamento di animali di piccola taglia per promuovere percorsi di pet therapy da offrire agli studenti del villaggio scolastico con disabilità, incentivando rapporti con altri istituti. Questa opportunità, visto i nuovi risvolti, potrebbe davvero concretizzarsi».

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