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Pontedera

in tribunale 

Due processi per la stessa lite, assolta dall’accusa di lesioni

Libero Red Dolce
Due processi per la stessa lite, assolta dall’accusa di lesioni

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PONTEDERA. Due versioni radicalmente in contrasto raccontano una storia di violenza in famiglia tra moglie e marito. Un secondo processo, dopo che nel primo il marito, per le stesse circostanze, venne assolto per maltrattamenti ma condannato per un episodio di lesioni. La donna aveva raccontato che dopo una lite lata nella camera da letto dei figli, l’uomo l’aveva chiusa in bagno e afferrata per il collo, provando a strozzarla. Per quei fatti si arrivò al processo del 2016, ma il marito, a sua volta, la denunciò sostenendo che durante la lite lei fosse arrivata colpendolo con un bastone alla nuca.

Due versioni e due referti. Il primo è quello della donna, che il giorno dopo la lite andò in pronto soccorso per farsi visitare. L’altro è quello del marito, che aspettò un giorno in più per andare in ospedale, anche lui ottenendo un referto di sette giorni per la presunta botta ricevuta al collo.

Dopo la condanna del marito parte l’altro processo, che stavolta vede la donna (difesa dall’avvocato Alberto Marchesi) accusata di lesioni. E ieri, sia il marito che la moglie, sono stati sentiti di fronte alla giudice Susanna Messina.

I due stavano per separarsi e questa è l’unica cosa in cui i due racconti sembrano collimare. Per quanto riguarda la ricostruzione dei fatti la discordanza non potrebbe essere più totale. Secondo il marito quella sera lui era entrato in camera dei figli perché uno dei due «faceva un po’ di bizze, non voleva andare a dormire. E si lamentava perché gli avevo tolto un giornalino che stava leggendo, dicendogli di mettersi a letto». Richiamata dalle urla, la moglie sarebbe entrata in camera e di colpo lo avrebbe colpito alle spalle con un bastone. «Io sono rimasto in casa un’altra ora e poi sono andato a dormire fuori», racconta descrivendo quello che sarebbe capitato dopo.

La donna invece racconta che l’uomo stava spintonando in modo brusco il figlio e che lei sarebbe accorsa in sua difesa. «Del bastone non so nulla». Dopo averlo allontanato, lei sarebbe rimasta in camera per uscirne 20 minuti dopo ed è a quel punto che l’uomo l’avrebbe seguita in bagno, strozzandola. Una versione, almeno nella parte del bagno, confermata dalla figlia maggiore, sentita come teste. La pm Evelina Lalli ha chiesto l’assoluzione e la giudice l’ha assolta perché il fatto non sussiste.

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