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Rapina con il coltello a scuola, gli studenti: «Condanniamo, ma bisogna aiutarli a non sbagliare»
Pontedera, lettera degli studenti dell'Ipsia dopo il tentativo di rapinare un 15enne alla ricreazione
PONTEDERA. Come tutte le notizie un po’ originali, quella della rapina ai danni di uno studente quindicenne dell’Ipsia non ha avuto bisogno di alcun giornale per circolare. Specie tra i compagni di scuola della vittima della tentata rapina con passamontagna e coltello alla ricreazione, in un agguato organizzato da un gruppo di coetanei e messo in atto, lama alla mano, da un ragazzino di 12 anni.
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La polizia di Pontedera, aiutata dalla scuola, ha fatto le sue indagini e per cinque su sei dei ragazzini sono arrivate le denunce (non per il dodicenne, troppo giovane).
Ma oltre alla risposta degli organi di polizia e della scuola, sono gli stessi studenti a volere fare sentire la loro voce, commentando quanto accaduto. E lo fanno con un comunicato che somma la convinzione delle ragioni del vivere civile alla grazia di chi, forse per età, è ottimista sul futuro.
«Gli studenti dell'Ipsia – scrivono appunto ragazze e ragazzi dell’istituto – condannano l'episodio avvenuto di recente negli spazi fuori della scuola e lo hanno dichiarato subito alla Presidenza, chiedendo l'allontanamento dall'Istituto di chi ha commesso il gesto. Tuttavia, l'intransigenza che non lascia speranza non è presente nella mentalità dell'Istituto perché il primo pensiero è sempre per il futuro dei suoi studenti. Come ci hanno detto i professori: “…se uno studente sbaglia non bisogna punirlo”, ma trovare metodi per impegnarsi a fargli capire l'errore».
I minori coinvolti nel brutto episodio, di origine straniera cinque su sei, frequentano le scuole a Pontedera ma provengono da Bientina e Montopoli. Sono stati sospesi dalla direzione.
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