Sicurezza
Demolito il rudere, la Tosco Romagnola è stata riaperta
Una settimana intera di disagi per gli automobilisti. Tornano a respirare anche gli esercenti che avevano chiuso
MONTOPOLI. Tornano a respirare gli automobilisti: da ieri pomeriggio, dopo una settimana intera di disagi, la Tosco Romagnola all’altezza della località Angelica è nuovamente transitabile nei due sensi. I cinque giorni imposti con ordinanza comunale ai proprietari dello stabile, che nel pomeriggio del 28 gennaio era parzialmente franato mettendo a rischio la sicurezza della statale, sono stati più che sufficienti per la demolizione e le transenne già dal pomeriggio di ieri sono state rimosse.
«La questione più complicata ovviamente era quella legata al cavo dell’Enel, rimasto sotto le macerie – spiega il sindaco di Montopoli Giovanni Capecchi, con riferimento al cavo coinvolto dal crollo che nella notte fra venerdì e sabato scorsi aveva lasciato al buio varie abitazioni del quartiere. – Come Comune in questi giorni abbiamo seguito la cosa passo passo, compresi i lavori di demolizione a carico del proprietario dell’immobile. Il cavo, che si appoggiava all’angolo dell’abitazione ormai da tempo pericolante, è stato ripristinato con un nuovo palo e non rappresenta più un problema».
Un crollo che, a dire il vero, aveva inizialmente coinvolto solo la parte della casa che non guardava alla strada. La perizia fatta sul posto dai vigili del fuoco però aveva evidenziato come tutta la struttura rappresentasse un potenziale pericolo anche sul lato che in affaccio diretto sulla Tosco Romagnola, col rischio che fra qualche tempo nuovi crolli coinvolgessero automobilisti in transito. Di qui l’ordine urgente di demolizione, intimato ai proprietari tramite ordinanza lunedì.
La fine dei lavori, con gran parte del manufatto ormai demolito, è stata accolta con un sospiro di sollievo anche dai commercianti rimasti “in trappola” per alcuni giorni fra le prime transenne di sicurezza poste all’intersezione fra la strada e via Fornoli ed il tratto bloccato; esercenti che in questi giorni avevano manifestato in vari modi il loro disagio ed in certi casi, considerando anche i tempi di magra dovuti al Covid e alle restrizioni dovute alla pandemia, avevano addirittura scelto di chiudere bottega fino alla riapertura della strada.
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