Sicurezza
L’addio a Cristian: «Per noi un esempio da seguire»
L’ultimo saluto al diciannovenne, promessa italiana del tiro a volo rimasto vittima di un incidente mentre era a caccia il giorno dell’Epifania
CECINA. “Ciao, Cristian” sussurrano gli amici di una vita appena don Luciano Ticciati, parroco a Saline, pronuncia le prime parole di fronte al feretro, attorno al quale si stringono i familiari e più di 200 persone che ieri mattina hanno partecipato al funerale nella chiesa Sacra Famiglia di via Ersilio Ambrogi. Cristian Ghilli, 19 anni, è morto la sera di Befana nell’incidente di caccia avvenuto nei boschi vicino a Gello, e il dolore è ancora così forte che soffoca perfino i sentimenti e l’affetto.
Salito sul tetto d’Europa e del Mondo, era una promessa del tiro a volo, pronto per le prossime Olimpiadi. Simpatico, umile, sorridente: un angelo. Alla fine della messa, l’impresa funebre Frongillo lo ha portato a Livorno, dove è stato cremato. I sindaci di Cecina Samuele Lippi, Montecatini val di Cecina Sandro Cerri e Volterra Giacomo Santi si sono seduti in prima fila insieme al presidente nazionale Fitav Luciano Rossi e della sezione cittadina dei Veterani sportivi Mauro Guglielmi che, alla fine di novembre dell’anno passato, l’aveva incoronato Atleta dell’anno, al direttore tecnico nazionale delle Fiamme Oro Polizia di Stato Pierluigi Pescosolido e ad alcuni compagni di squadra, a Massimo Antonini già presidente del settore giovanile regionale Fitav, a Gianmarco Tuzi componente della formazione azzurra del tiro a volo, con il quale aveva condiviso le vittorie più belle, al consigliere delegato allo sport del Comune di Cecina Mauro Niccolini e ai carabinieri.
«Il Signore ti apre le porte del paradiso affinché tu torni nella patria dove c’è gioia eterna. Siamo qui per pregare – hanno detto i parroci don Luciano Ticciati, Marco Fabbri e Maurizio Marrone – perché abbiamo bisogno di Dio e di comprendere il senso della vita. La solidarietà di chi è presente lo fa capire».
La lettura della seconda lettera di san Paolo apostolo e di un passo del Vangelo secondo Marco hanno aperto la riflessione. «È difficile trovare le parole adatte in questo momento – hanno proseguito i sacerdoti – ma ne cerchiamo insieme una che ci dia speranza. Il cammino nella vita è pieno di gioia, ma esistono alcuni momenti che nessuno vorrebbe vivere, come il dolore. Che non ha spiegazione, ma è parte della nostra esistenza. Di Cristian ricorderemo sempre il sorriso e la gentilezza».
Dopo la comunione, ha preso la parola il presidente nazionale Fitav Luciano Rossi. «Non è facile intervenire – ha sottolineato – però noi della federazione italiana tiro a volo vogliamo aggiungere che Cristian non solo è stato campione d’Europa e del Mondo, ma ci ha dato un esempio da seguire, perché si è applicato sempre con sacrificio e dedizione, rispettando gli insegnamenti trasmessi nel tempo dalla sua famiglia. Ha raccolto e vinto la sfida. Vedo colleghi, amici, rappresentanti delle istituzioni e delegati regionali delle società e affermo che tutti noi porteremo avanti il suo pensiero. Ciao Cristian, grazie Cristian». Don Luciano Ticciati, che lo ha conosciuto bambino, ha ricordato che con lui ha trascorso giorni a parlare della vita di Gesù e del senso della vita, perché Ghilli era sensibile ed educato. E per questo si è sempre distinto, al tiro a volo di Marina presieduto da Paola Dolenska e nei palcoscenici internazionali, complice il talento e la capacità di ascoltare i consigli di chi lo ha guidato. “Riposa in pace, Cristian”, hanno sussurrato i suoi carissimi amici piangendo al momento in cui il feretro ha lasciato la chiesa.
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