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Il maxi-centro di Poste di Santa Croce va in tilt: ritardi e disagi a causa del Covid
Migliaia di raccomandate e pacchi bloccati nella struttura di smistamento. L’azienda: «L’emergenza si ripercuote anche sull’operatività dei portalettere»
SANTA CROCE. Nella zona del Cuoio e anche dalla Valdera, c’è un numero imprecisato di persone che sta aspettando lettere, pacchi e raccomandate che non arrivano; o meglio, che non partono proprio dal centro di smistamento di Santa Croce sull’Arno. Chi deve ricevere una carta di credito, chi una raccomandata o un pacco: le esigenze sono parecchie e diversissime, accomunate dal fatto che la struttura di Poste si trova in difficoltà.
C’è chi – dopo aver aspettato per giorni e giorni una raccomandata – è andata a Santa Croce e si è sentito dire che causa mancanza di personale ci sono circa 15mila lettere in attesa di essere smistate e che quindi si è creato un “ingorgo” di materiale che deve esser consegnato ma che non riesce ad esserlo per una serie di fattori concomitanti.
E non si tratta di una situazione isolata, perché le segnalazioni in questi giorni si stanno continuando a susseguire. Un problema – come spiega Poste Italiane – legato all’emergenza sanitaria in corso. Allo stesso modo l’azienda di fatto chiede pazienza ai cittadini (e utenti): «Poste Italiane – scrive in una nota l’azienda – rassicura i cittadini di Santa Croce sull’Arno (gli utenti coinvolti sono anche di altri comuni, nda), informandoli che sta mettendo in atto ogni azione necessaria a mantenere alto il livello di qualità del servizio di recapito, nonostante la situazione di emergenza sanitaria si stia ripercuotendo inevitabilmente anche sull’operatività dei propri portalettere. L’aumento dei volumi di posta e di pacchi lavorati, può aver presumibilmente comportato qualche rallentamento nell’ultimo periodo, in fase di graduale miglioramento compatibilmente con l’evoluzione della crisi pandemica che sta colpendo anche Poste Italiane, come tutte le altre strutture del paese. L’obiettivo dell’azienda è quello di garantire sempre e comunque il miglior servizio ai cittadini, secondo le possibilità organizzative e nel rispetto delle regole a tutela della salute dei clienti e del personale».
Insomma, un mix di aumento di lavoro col personale che – come quello di altre aziende – è falcidiato da quarantene e isolamenti, è alla radice dei disagi lamentati da tanti cittadini. Per cui con meno dipendenti e collaboratori a disposizione, Poste sta cercando di smistare un volume di pacchi, lettere e altro ancora che è cresciuto in maniera rilevante nell’ultimo periodo. Criticità da risolvere quanto prima, visto che via posta arrivano comunicazioni molto importanti per privati e aziende.
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