Il Tirreno

Pontedera

Addio a Luciano Luperini, storico fondatore dell’armeria

Libero Red Dolce
Una bella foto di Luciano Luperini
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Una bella foto di Luciano Luperini

Il lutto a Buti e nel mondo della caccia

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BUTI. È scomparso ieri a 90 anni Luciano Luperini, il fondatore dell’Armeria in Via Sarzanese Valdera a Cascine di Buti. Un punto di riferimento per i cacciatori da decenni, dalla vendita delle armi fino alla manutenzione e agli interventi negli anni più recenti. Vedovo, lascia le due figlie Marilena e Alessia e il figlio Mario, che ha rilevato l’attività del padre.

L’armeria nasce nel 1956, la stessa data di nascita del figlio Mario, che prendendo la passione per le armi dal padre sarà il continuatore di quella tradizione di vendita e attenzione al cliente che dura da 62 anni. E che negli anni, avendo conquistato la fiducia della gente, è riuscita anche a espandersi nella sede fisica.

Quella scritta sulla sede del negozio, “Luperini”, non è insomma il ricordo di un nome importante ma passato. I Luperini sono ancora lì, a far muovere di generazione in generazione la tradizione.

Tommaso, che è il nipote di nonno Luciano, è addetto a montare e installare le ottiche alle carabine da tirassegno. Come si vede la passione non si è fermata ed è diventata un lavoro per tanti componenti della famiglia.

L’armeria Luperini si è affermata fin da subito come un punto di riferimento per i tanti cacciatori della zona, così come per i tiratori di piattello. E negli anni ha consolidato questa sua fama, attraendo un pubblico crescente. Occupandosi anche dell’assistenza, lavorando direttamente con le ditte produttrici. E anche di rilievo. «Qui da noi si riforniscono sia i carabinieri della II Brigata Mobile di Livorno che quelli del Gis. Ad esempio di recente al Gis abbiamo fatto le pistole del quarantennale», spiega Mario Luperini.

D’altronde Luciano si era fatto conoscere negli anni. «Negli anni settanta sia la Breda che la Beretta lo premiarono come miglior venditore della Toscana. Teniamo ancora le pergamene», racconta il figlio. Da qualche anno viveva con la figlia, da quando la moglie scomparve nel 2001, più di vent’anni fa.

Luciano era un profondo conoscitore del territorio, un uomo curioso. E ogni mattina, da sempre, leggeva Il Tirreno. «Anche stamattina gli ho comprato il giornale e l’ho messo con lui nella bara», racconta il figlio Mario. Per l’ultimo saluto la cerimonia funebre si svolgerà alla chiesa di Santo Stefano oggi alle 15.



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