Il Tirreno

Pontedera

per i 900 anni dalla consacrazione 

Finiti i lavori alla cattedrale di Volterra, tutto ok per il nuovo vescovo

Paolo Falconi
La cattedrale
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La cattedrale

Intervento soprattutto di messa in sicurezza con un costo di oltre 400mila euro. Il 27 marzo arriva in città don Roberto Campiotti dopo l’ordinazione episcopale

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VOLTERRA. Il suo restauro più imponente fu portato a termine a metà settembre 2019. E la Cattedrale di Santa Maria Assunta di Volterra fu riaperta al culto dei parrocchiani e di tutta la Diocesi, di cui è chiesa madre, il 22 settembre.

Un lavoro enorme, di circa due anni e mezzo, che ha permesso un importante consolidamento e restauro. E che fu pensato in vista delle celebrazioni organizzate per i 900 anni dalla sua consacrazione, avvenuta nel 1120 con Papa Callisto.

Da circa un mese i lavori si sono effettivamente conclusi con il completamento del quinto lotto dell’intera operazione. Sono stati visionati e riconosciuti validi da don Luca Franceschini, responsabile regionale della Conferenza episcopale italiana per le pratiche relative all’8 per mille. Così sono stati ultimati gli interventi al tetto della cattedrale e rinforzata la parete (in particolare l’angolo frontale destro) della facciata. In totale circa 250mila euro, con un contributo di 175mila derivante dall’8 per mille di impegno finanziario di uno sforzo collettivo che ha radunato intorno alla cattedrale molti contributi: da quelli dei privati agli altri della Fondazione Cassa risparmio di Volterra, amministrazione comunale, l’iniziativa di Unicoop Firenze denominata “Abbraccia Volterra”. Ben 435mila euro complessivi di cui 300mila dall’8 per mille.

La prima trance di restauro interessò le coperture e i tetti, la facciata della navata laterale destra (quella che guarda la sede della Misericordia locale) , della Cappella dell’Addolorata e del Santissimo Nome di Gesù. Il progetto ha permesso altresì di mettere in sicurezza gli impianti di luce e riscaldamento e del bel soffitto ligneo, restaurare intonaci, colonne e paramenti murari esterni, gravemente corrosi dagli agenti atmosferici, ma anche il rinvenimento di affreschi venuti a galla durante i lavori. In quell’occasione, tra l’altro giorno in cui il calendario cristiano celebra san Lino, volterrano e primo papa dopo san Pietro, il vescovo – ora emerito – Alberto Silvani volle sottolineare la bravura dei maestri alabastrai autori del nuovo altare, in cui trovano posto le reliquie di alcuni santi venerati a Volterra e nel territorio diocesano: Giusto e Clemente, Attinia e Greciniana, Giacomo da Montieri.

L’importante, a questo punto, è essere arrivati davvero in fondo così che la struttura religiosa torna in tutto il suo splendore e in tutta la sua sicurezza a ospitare le migliaia di visitatori che vi entrano per ammirarne le bellezze architettoniche o per assistere ai riti religiosi. Il 27 marzo, domenica pomeriggio, tra l’altro, sarà teatro dell’ingresso nella Diocesi di Volterra del nuovo vescovo Roberto Campiotti dopo l’ordinazione episcopale del 26 febbraio in Duomo a Milano.

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