Gioco
Il legale di Franceschi, piromane del Serra: «Ignorate le nostre tesi»
L’avvocato annuncia il ricorso in appello. «La sentenza ricalca l’impostazione dell’accusa, confido nel secondo grado»
CALCI. Una sentenza che accoglie le tesi dell’accusa, ignora quelle della difesa e che verrà sottoposta alla valutazione della Corte d’Appello. L’avvocato Mario De Giorgio, difensore di Giacomo Franceschi, il 40enne di Calci condannato a 12 anni come il piromane dei Monti Pisani, annuncia l’impugnazione del verdetto e nelle more del ricorso rileva un’impostazione delle motivazioni - anticipate ieri dal Tirreno - a suo dire sbilanciata sulla Procura.
Parla l’avvocato
Afferma il legale: «Scorrendo le motivazioni della sentenza del Tribunale si ha come l’impressione che la colpevolezza di Giacomo Franceschi sia così ovvia che viene quasi da chiedersi perché la difesa, anziché insistere nell’affermare la sua innocenza, non abbia cercato di contenere i danni. In realtà la sentenza ricalca l’impostazione della pubblica accusa senza nemmeno menzionare le numerose critiche che la difesa aveva mosso a quell’impostazione nel corso di tutto il processo. È stato poi completamente travisato il senso della consulenza del professor Pietrini, la cui deposizione in udienza è stata del tutto omessa. Confido che la Corte d’Appello avrà un diverso approccio alla vicenda».
«Voleva distruggere»
Secondo i giudici «la preordinata scelta di innescare un incendio boschivo di quel tipo, con quelle modalità e in quelle circostanze spazio-temporali, dimostra che il Franceschi si sia rappresentato il disastro come conseguenza certa del suo agire. Le sue condizioni soggettive – segnatamente la sua esperienza come volontario antincendio – consentono di affermare come egli non avesse solo previsto l’evento disastroso, ma avesse scelto di causare un incendio con effetti devastanti, anche in termini di disastro ambientale quale conseguenza certa della condotta posta in essere».
La presenza sul monte
Il collegio del Tribunale è sicuro «sulla presenza sul Monte Serra del Franceschi in orario perfettamente compatibile con l’impiego di un innesco a tempo come, una serie di fattori già esposti ma che giova qui richiamare: in primo luogo, dobbiamo nuovamente sottolineare le condizioni meteorologiche straordinariamente favorevoli all’appiccamento di un incendio del 24 settembre 2018, condizioni pacificamente note alla popolazione calcesana ma ancor di più tra gli operatori antincendio; quest’ultimi, inoltre, risultano a conoscenza delle tecniche di spegnimento degli incendi quali l’utilizzo di mezzi aerei il cui impiego, tuttavia, è fortemente limitato se non totalmente escluso – come nel caso di specie – in orario notturno, stante l’impossibilità di coordinamento col personale a terra. Infine, l’impiego stesso di un innesco a tempo consente di affermare con assoluta certezza la sussistenza di una volontà lesiva portata alla massima intensità, stante la volontà del Franceschi di arrecare, in tal modo, il maggior numero di danni». Furono 1148 gli ettari bruciati.
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