Sicurezza
Il Covid fa slittare a settembre la riapertura del Pomarancio
L’hotel doveva riprendere l’attività a marzo, posticipati i termini dell’affidamento La titolare: «Aspetto il parere della Soprintendenza sul vincolo architettonico»
POMARANCE. Marzo 2022. Era questo il periodo ipotizzato per la riapertura dell’hotel Il Pamarancio dopo l’assegnazione da parte del Comune della gestione alla ditta di Lorenza Balzarotti. Ma tra Covid, quarantene, vincoli architettonici, aumento dei prezzi per i materiali e tempi di consegne super lunghi, la riapertura della struttura ricettiva slitterà sicuramente alla fine del periodo estivo.
«Se tutto andrà bene credo che non potremo inaugurare prima di settembre – dice Balzarotti – perché la situazione si è complicata non poco e, materialmente, non ce la facciamo a rispettare i tempi iniziali». Nella gara di appalto era stato specificato che la gestione dovesse aver inizio tre mesi dopo l’aggiudicazione e che i 18 mesi per la sospensione del canone d’affitto, per dare una mano concreta a chi si era aggiudicato la gara, decorressero dal primo gennaio di quest’anno. In realtà, il Comune di Pomarance, proprio alla luce delle difficoltà derivanti da varie situazioni, ha concesso che la sospensione dell’affitto per 18 mesi parta da primo luglio e la decorrenza dei 15 anni di gestione dal primo settembre.
«In fase di redazione della gara si prospettava una fine anticipata della pandemia da Covid 19 che invece ha evidenziato una recrudescenza e sta condizionando tutt’ora in senso negativo l’economia con ritardi nelle attività di progettazione e nelle forniture a causa della carenza di materie prime – ha scritto nella sua relazione Nicola Raspollini, direttore del settore sviluppo e promozione del territorio, comunicazione istituzionale del Comune di Pomarance –. A questo si aggiunge la difficoltà di reperire aziende edili in grado di avviare i lavori necessari anche a causa del gran numero di cantieri avviati e legati al cosiddetto “bonus 110 per cento”. Si deve anche rilevare che, ai fini della fattibilità degli interventi proposti, si è reso necessario il coinvolgimento della competente Soprintendenza che sta comportando ulteriori ritardi».
Lorenza Balzarotti non può che prendere atto della situazione: «Purtroppo è andata così e non possiamo fare altrimenti. Stiamo attendendo la risposta della Soprintendenza sugli interventi a tutela del vincolo architettonico. Ma siamo anche alle prese con la difficile situazione legata all’edilizia. I tempi di consegna dei materiali sono allungati a dismisura, le ditte sono impegnate nel rifacimento delle facciate. E, anche sotto quell’aspetto, non riusciamo ad accelerare. Forse potremmo essere pronti prima di settembre con la messa disposizione delle camere per la clientela. Ma, al momento, non so essere più precisa».
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