Sicurezza
«Chi subisce molestie faccia denuncia»
La giornalista Greta Beccaglia è ambasciatrice del tartufo Era stata vittima di un’aggressione in diretta televisiva
SAN MINIATO. La giornalista sportiva e conduttrice di ToscanaTv Greta Beccaglia, vittima di un palpeggiamento durante un collegamento televisivo fuori dallo stadio di Empoli a opera di un tifoso, è stata nominata “ambasciatrice del tartufo bianco delle colline sanminiatesi” nella sala consiliare del Comune. A Beccaglia la targa dal presidente di Fondazione San Miniato Promozione, Marzio Gabbanini, e l’omaggio di una medaglia in cuoio da parte del sindaco Simone Giglioli.
«Una decisione – spiega Gabbanini – che abbiamo preso per due motivi, anche alla luce del fatto che la cinquantesima edizione della nostra Mostra Mercato del Tartufo è stata declinata al femminile: l’atto che Greta Beccaglia ha subito non è certo goliardia, come qualcuno ha detto, ma una vera e propria molestia su cui non si può transigere; e poi con questa nomina vogliamo sottolineare il suo grande coraggio nel denunciare la persona che fuori dallo stadio di Empoli l’aveva palpeggiata mentre stava lavorando. Un coraggio che può essere d’esempio per tutte le donne e soprattutto per quelle giovani».
La scelta dell’onorificienza alla giornalista è stata presa durante l’ultimo weekend della mostra mercato dedicata al tartufo. Un’edizione, la numero 50, in cui sono state premiate molte donne simbolo dell’eccellenza nell’ambito culturale, sociale, giornalistico, universitario, medico, politico.
«Ci è sembrato giusto assegnare questo riconoscimento sull’onda lunga della Mostra del tartufo – ha detto ieri Giglioli –. Stavolta lo abbiamo voluto consegnare per sottolineare l’importanza della lotta alla violenza e alle molestie sul posto di lavoro, gesti che possono sembrare scherzi goliardici ma che di goliardico non hanno nulla». Presenti anche il vescovo di San Miniato Andrea Migliavacca, il presidente della Fondazione Crsm Antonio Guicciardini Salini e l’assessora regionale alle pari opportunità Alessandra Nardini.
«Grazie alla Fondazione e al Comune di San Miniato per questo titolo – ha sottolineato Greta Beccaglia – per me è importante dopo quello che è accaduto, porterò questo riconoscimento sempre nel cuore. Ho denunciato soprattutto per dare forza alle donne, poi quello che sarà lo deciderà la giustizia. La mia fortuna nella sfortuna è stata essere davanti alle telecamere, cosicché tutti potessero vedere quello che è accaduto. A tutte le ragazze vittime di molestie e violenze, dico di non aver paura a denunciare: serve farlo, soprattutto perché generalmente questi atti avvengono a telecamere spente. È un riconoscimento che condivido con tutte le donne, dopo un periodo difficile in cui sono stata attaccata e tutt’ora ricevo commenti poco piacevoli. A volte mi chiedo perché, visto che io sono la vittima di un atto molto brutto».
Secondo Nardini, si tratta di «una scelta che vuole mandare un messaggio importante, forte e chiaro, di vicinanza alla scelta coraggiosa che Greta ha fatto».
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