Sicurezza
«Caserma, scuole e strade Due anni per lanciare Pontedera nel futuro»
Il sindaco Franconi svela la tabella di marcia per la seconda parte del mandato «No al trasferimento del municipio, individuare l’area per il nuovo ospedale»
pontedera. Una nuova caserma nel quartiere della stazione. Dove da tempo funziona a regime il nuovo terminal bus arricchito da una serie di servizi per la mobilità. Intanto il cantiere della nuova cittadella sportiva, con piscina e palazzetto è entrato nel vivo. E il Polo culturale Carlesi è una realtà consolidata. Tutto questo mentre una fetta di città – a cominciare da viale Piaggio e viale IV Novembre – si sta rifacendo il look, e si lavora alla definizione di altre scelte strategiche per Pontedera, dalla collocazione del nuovo ospedale, allo sviluppo industriale. È la Pontedera nella quale Matteo Franconi sogna di passeggiare tra due anni, quando il suo primo mandato sarà agli sgoccioli e inizierà, presumibilmente, la sua corsa al bis.
Sindaco, il cantiere per trasformare l’ormai ex ecomostro in una scuola è partito secondo i tempi previsti. A settembre dovrebbe ospitare 600 alunni della Saffi e della Curtatone. Teme uno slittamento?
«No, sono fiducioso. E lo sono anche i genitori dei ragazzi come dimostrano i primi dati relativi alle iscrizioni, che sono addirittura in aumento. I cittadini dimostrano che si fidano di noi, siamo stati eletti per vincere le grandi sfide. E questa, che comporterà un investimento complessivo di 13 milioni di euro (3 dei quali finanziati dalla Regione, ndr), lo è. Sono convinto che a settembre la parte della struttura che dovrà ospitare le lezioni sarà pronta. Poi nei 4 mesi successivi toccherà alla palestra e agli altri spazi. Ed entro Natale sarà trasferita nel Polo Carlesi anche la materna di via De Gasperi».
E la vecchia sede della Curtatone che fine farà?
«È prematuro dirlo. Di certo c’è che per riutilizzare quell’immobile a fini pubblici, con tutti gli adeguamenti statici e antisismici necessari, servono 5 milioni di euro, con una superficie che diminuirà del 20 per cento. Credo che sarà necessario un ragionamento più ampio sulla riorganizzazione complessiva delle scuole cittadine, all’interno del quale ci deve stare anche il futuro dell’edificio ex Curtatone».
Si è parlato di un possibile trasferimento del municipio. Strada percorribile?
«No, proprio alla luce dei 5 milioni necessari. Palazzo Stefanelli è di proprietà dell’ente, non mi sembra logico spendere una cifra del genere per un trasferimento. Meglio utilizzare quelle risorse per altre opere».
Per la nuova caserma dei carabinieri quanto bisognerà aspettare?
«Due anni. Contiamo di far partire il cantiere a gennaio 2023, passando da un appalto integrato progettazione esecutiva-realizzazione: la spesa si aggirerà sui 4,5-5 milioni di euro. Prima però va spostato il terminal bus, con la realizzazione del nuovo hub da mezzo milione a ridosso di via Brigate Partigiane. Abbiamo acquistato l’area del parcheggio e siamo in trattativa con Ferrovie per il comodato d’uso dell’ex scalo merci. Abbiamo scelto questa formula in modo da ridurre i tempi di realizzazione, per poi formalizzare l’acquisto entro un massimo di cinque anni. Nel frattempo in quella zona è partita anche la bonifica dell’ex Consorzio Agrario».
A proposito di quartieri che potrebbero cambiare volto, a che punto siamo con gli interventi nel Dente Piaggio?
«Per il parcheggio multipiano che sorgerà al posto del magazzino “ex Ape” serviranno 18 mesi di lavori. Contiamo di inaugurarlo alla fine del 2023. E a quel punto potrà partire il restyling di viale Piaggio. E poi c’è l’Atelier della Robotica (un centro all’avanguardia che accoglierà spazi museali, laboratori, attrezzature e finanziato dalla Regione con un milione e 700mila euro, ndr), che sarà ultimato nel primo semestre del prossimo anno e che sarà gestito da Artes 4.0».
Come cambierà, invece, viale IV Novembre?
«Serve un intervento ampio di riqualificazione, che preveda di superare l’occupazione dei marciapiedi con le auto parcheggiate e una valutazione attenta sulle condizioni degli alberi, per capire quale prospettiva di vita hanno, così come per quelle di piazza Garibaldi».
C’è un altro quartiere, quello di Fuori del Ponte, che aspetta un maxi-intervento. Quando vedremo il nuovo complesso sportivo con piscina e palazzetto?
«Entro il 2026. Si tratta di un investimento complessivo da 7 milioni di euro; dai fondi del Pnrr arriveranno 4,9 milioni, vincolati proprio alla realizzazione del PalAcqua entro quella data, pena la perdita del finanziamento».
Si parla da anni del trasferimento dell’ospedale Lotti. È una strada percorribile?
«Sì. In prospettiva dobbiamo porre le basi per una nuova struttura. Partendo, ovviamente, dalla localizzazione. L’ex sindaco Paolo Marconcini aveva individuato l’area nella zona di via Poggio al Vento, quella che dalla zona dello svincolo della superstrada Fi-Pi-Li porta alle Tre Campane. Quello può essere il punto di partenza per un confronto con i cittadini».
Con quali tempistiche?
«Il primo obiettivo deve essere la sottoscrizione entro 2 anni di un protocollo con la Regione per il finanziamento dell’opera, da realizzarsi poi nel decennio successivo. E a proposito di confronto, a breve inizierà il percorso che porterà al nuovo Piano operativo comunale, che dovrà servire anche a mettere le basi per lo sviluppo industriale della città».
E la cultura che ruolo avrà nel futuro di Pontedera?
«Fondamentale. Insieme agli altri Comuni della Valdera portiamo avanti la candidatura della Valdera a capitale italiana della cultura 2025. Ma anche se non dovesse arrivare il riconoscimento da parte del ministero, il 2025 sarà comunque l’anno della cultura, con una serie di eventi ed iniziative organizzate in sinergia per attrarre visitatori e promuovere il territorio. La cultura unisce e noi dobbiamo sfruttare le potenzialità della Valdera».
La candidatura è legata a doppio filo al maxi-progetto Linking Valdera, che prevede la costruzione di piste ciclabili e migliori collegamenti per il trasporto pubblico su gomma. A che punto siete?
«Proprio ieri (lunedì, ndr), abbiamo avuto un’altra riunione. A breve coinvolgeremo anche Autolinee Toscane. È una sfida grande e complessa, che dovrà garantire una mobilità veloce e una lenta, attraverso un sistema capillare di trasporto pubblico locale, per esempio, ma anche con un grande anello ciclabile che toccherà tutto il territorio e al quale i singoli comuni dovranno collegare la propria rete di piste».
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