Sicurezza
Asilo a rischio stop, le suore: «Fumata bianca ma resta l’Imu»
volterra. Qualcosa – di positivo – si muove per la scuola dell’infanzia paritaria Petrilli di Volterra, dopo che il parroco della Basilica cattedrale, gestore della struttura, si è detto non disponibile a prendere le iscrizioni di gennaio, relative al prossimo anno scolastico; la conseguenza è che a giungo la scuola chiude. E i 35 bimbi che attualmente la frequentano sarebbe costretti a cercarsi altre aule. Ma soprattutto andrebbe perso un pezzo di storia volterrana.
Il futuro, anche a detta dei genitori, sembra lasci intravedere qualcosa di meno nero dopo l’incontro di pochi giorni fa nei locali della Fondazione Cassa risparmio di Volterra, dove lo stesso ente ha radunato i genitori dei bambini dell’asilo, i capigruppo delle forze presenti in consiglio comunale oltre al sindaco Giacomo Santi, l’assessora Viola Luti, i capigruppo Moschi di Uniti per Volterra, Benini di Per Volterra, Sarperi del Gruppo misto. Oltre al ragioniere Sandro Giustarini e alla proprietà dell’immobile, presente in remoto da Roma, le suore della Congregazione delle Sorelle dei poveri di santa Caterina da Siena. Proprio dalla sede di Roma è arrivata la disponibilità a continuare a offrire gratuitamente i locali per conservare l’immobile alla destinazione di scuola dell’infanzia, e di prorogare quindi l’attuale comodato.
Assente all’incontro il parroco don Osvaldo Valota, e la sua assenza ha destato molti interrogativi, insieme a qualche critica e mugugno.
Dunque, i genitori cominciano a vedere la luce in fondo al tunnel. Parlano, si sbottonano come si dice, a patto di non vedersi pubblicato il nome. «Al momento è presto per gioire – dicono – ma la situazione è diversa da qualche giorno fa. Se non altro intravediamo un po’ di buona volontà per trovare una soluzione». La novità sulla situazione dell’asilo Petrilli arriva, dunque, dalle parole della referente della proprietà dell’immobile: «Per noi l’asilo non si tocca e deve rimanere così com’è».
E allora dove sta lo scoglio? Su quel debito costituito dagli arretrati Imu. Che ora, dopo più attenti calcoli, sembra di 33mila euro. Da parte della Congregazione delle Sorelle dei poveri di santa Caterina da Siena c’è la disponibilità anche a prorogare il comodato con un’unica richiesta: non accollarsi l’Imu. Praticamente da Roma non sono chiesti oneri né guadagni.
A fronte della novità romana, però, non è emerso come il Comune di Volterra vorrebbe mettere mano al pregresso Imu. Ma è apparso chiaro che il mondo della politica si è espresso in modo favorevole al mantenimento e a dare una mano.
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