Il dolore
Da Bocelli e ministero progetti per i bimbi e l’inclusione educativa
LAJATICO. L’inclusione educativa dei bambini è l’obiettivo principale del progetto promosso dalla Fondazione Andrea Bocelli (Abf) che vede il tenore di Lajatico impegnato, molto spesso in prima persona, in operazioni di solidarietà per i più bisognosi.
In questo caso di tratta di promuovere la diffusione di progetti innovativi in ambito educativo anche attraverso la ricostruzione e la riqualificazione degli ambienti scolastici per garantire il benessere e il diritto all’istruzione di tutti i bambini. E per far questo è stato rinnovato un protocollo d’intesa dal ministero dell’Istruzione e dalla Fondazione Andrea Bocelli. Un accordo reso noto ieri durante le celebrazioni della Giornata mondiale dell’istruzione.
In questa maniera si istituisce un gruppo di lavoro per pianificare le strategie mirate allo sviluppo delle esperienze innovative maturate dalla Fondazione in questo campo e nelle scuole in ospedale con la realizzazione di spazi didattico-educativi.
Oltre che nelle scuole della rete Abf, il progetto attivo nelle scuole in ospedale di cinque strutture pediatriche italiane (Gaslini di Genova, il Burlo-Garofolo di Trieste, Salesi di Ancona, SantoBono-Pausilipon di Napoli e Meyer di Firenze). L’auspicio, spiegano dalla Fondazione, di raggiungere sempre pi ospedali per favorire l’inclusione educativa dei bambini malati.
«Educare – commenta il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi – vuole dire individuare un orizzonte ed essere capaci di andare oltre. La Fondazione fa questo in Italia e in tutto il mondo. Lo fa nelle situazioni pi difficili ponendo al centro della sua missione i bambini e i ragazzi, insegnando loro non solo a scrivere, parlare e cantare ma soprattutto a vivere assieme. Un lavoro-guida per tutti, insomma, per ripensare la scuola».
Per Andrea Bocelli «i bambini e i ragazzi sono il futuro. Diamo corso e concretezza a questa iniziativa sull’educazione perché animati dalla speranza in un futuro migliore, sia a livello individuale che collettivo».
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