Gioco
Fucecchio dà l’addio a nonna Ste poetessa allieva di Mario Luzi
FUCECCHIO. Con la sua penna ha messo in versi una vita nella sua Fucecchio, tra sogni ed emozioni, ricordi e speranze, amicizie e amori. E ora Fucecchio le darà l’ultimo saluto.
Stefania Fattori, sposata Trillò, venuta a mancare a 96 anni, ha lasciato a Fucecchio e ai fucecchiesi un’eredità artistica riconosciuta ben oltre i confini territoriali e più volte ricordata da scrittori e letterati, uno su tutti il poeta, drammaturgo e accademico Mario Luzi, del quale è stata allieva.
Diplomata all’istituto magistrale Carducci di San Miniato, ha iniziato a scrivere poesie nel 1970, partecipando a concorsi regionali e nazionali. Numerosi i riconoscimenti per le sue opere, tra cui la pluripremiata “Torre gentile”, il componimento di maggior successo. Presente in antologie poetiche, è stata autrice di sei opere personali divise tra poesie, racconti e diari. E proprio la prima, “L’Estate di San Martino”, (1996), ospita la prefazione di Luzi che, profondamente toccato dai versi dell’allieva, scrive come «tutto un tempo in un preciso luogo è riaffiorato con i suoi volti, i suoi ritmi (...) qualcosa deve averci accomunato senza corrompersi, se leggo bene le sue poesie permeate di una sensibilità così acuta nelle loro percezioni e così sobria nella forma».
Alla prima raccolta hanno fatto seguito “Mi ascolto” (2001), “Racconti sotto la Luna” (2005), “Emozioni del cuore” (2006), “Silenzi e sussurri” (2008) ed infine “La casa dei sogni” (2015). A fare da trait d’union l’amore, sentimento trasversale al tempo e alle opere da sempre desiderato, inseguito, cercato, vissuto. Un’artista che attraverso la poesia ha saputo dare forma ai suoi sogni e che, proprio grazie alla sua innata e così rara capacità di rifugiarsi nella fantasia, ha lasciato a figli e nipoti l’insegnamento più grande: la vita è bella, godetene ogni istante.
E la sua lo è stata, pur a volte tortuosa, scandita da momenti di immenso dolore ma anche di gioia infinita. I figli Attilio e Silvia, i cinque nipoti, e la gioia di veder crescere una bisnipote. Tutto in quella Fucecchio dov’è nata e cresciuta, nella campagna che l’ha vista bambina coi genitori, il fratello Guido e la sorella Marcella, e poi nella città in cui è diventata moglie, madre e nonna. E non è un caso che ormai, per tutti, fosse semplicemente “nonna Ste”. Uno pseudonimo che racchiude una vita intera.
Il funerale oggi alle 14,30 nella Collegiata, dove Fucecchio potrà ricordare la sua poetessa e salutare “nonna Ste”.
Camilla Trillò
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google