Il Tirreno

Pontedera

Rendersi utili aiutando chi ha bisogno per trovare il proprio posto nel mondo

paola silvi
Rendersi utili aiutando chi ha bisogno per trovare il proprio posto nel mondo

Il racconto di quattro giovani volontari della Misericordia di Pontedera dopo mesi di lavoro nell’associazione 

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esempi da seguire



Vogliono mettersi alla prova, imparare, aiutare gli altri, sfidare se stessi e magari capire meglio chi sono. Hanno vent’anni. Un’età stupenda. Piena di speranze e di entusiasmo. Ma anche di dubbi, di incertezze. E i giovani, si sa, hanno bisogno più di esempi che di critiche. Pietro Menicagli, Martina Vannini, Matteo Fantozzi il loro “esempio” da seguire l’hanno trovato. Hanno deciso di fare un’esperienza di servizio civile alla Misericordia di Pontedera. Si occupano di chi non sta bene, di anziani, di disabili, a volte di bambini. Salgono sulle ambulanze. Vanno incontro alle emergenze. Portano la spesa ai malati di Covid che ovviamente non possono uscire. Accompagnano gli utenti alle visite mediche, ai centri diurni, negli ospedali.

Dopo il lockdown

«Durante questo percorso – spiega Pietro, studente di storia – mi sto responsabilizzando. Dopo un anno caratterizzato da chiusure e lockdown avevo bisogno di fare qualcosa di pratico, di utile. Stare vicino alle persone è una grande opportunità. Comprendi che cosa significa impegnarsi, dedicarsi agli altri, concentrarsi sulle difficoltà che di solito non ti capita di incontrare ma poi ti coinvolgono». Il servizio civile non è solo una scelta di volontariato ma un’occasione di crescita attraverso il contributo al bene della comunità. Non a caso dalla Misericordia lanciano un appello rivolto a tutti i giovani. «Qui siamo come una grande famiglia. I ragazzi – spiega il presidente Matteo Leggerini – imparano l’importanza di valori come la solidarietà, la determinazione, il coraggio e tra di loro diventano amici. Si creano legami che restano per la vita. Abbiamo bisogno di adesioni. Fra poco scadrà il bando. Speriamo che ci siano tante richieste».

Sempre all’opera

I ragazzi fanno servizio cinque ore al giorno, sei giorni su sette. In media 16 uscite d’emergenza e 30 viaggi nelle 24 ore. Non si fermano mai e hanno sempre una piccola attenzione per tutti. «A volte basta esserci, un sorriso, una parola gentile, dedicare un po’ di tempo ad ascoltare le persone che chiamano e chiedono l’attivazione di trasporti o la consegna di farmaci. Con la pandemia questa necessità di dialogo, soprattutto da parte degli anziani, è aumentata tanto così come, in maniera inversamente proporzionale, sono diminuiti i volontari. La gente ha paura del contagio dal coronavirus ma serve l’appoggio di tutti”.

Rimanere lucidi

E Beatrice Pietroni, l’operatrice locale di progetto, la tutor tanto per intendersi, descrive l’atmosfera in cui i ragazzi che scelgono il servizio civile si immergono quando iniziano. Elenca i tanti buoni motivi per collaborare. «Non è una passeggiata ma vedere persone che stanno male, rimanere lucidi sull’urgenza, mettersi nei panni degli altri, ti forma e ti apre un mondo fatto di empatia e comprensione». Partecipazione e responsabilità ma anche momenti di complicità, divertimento e gentilezza: pilastri su cui fondare una giovane personalità in divenire. «È un’esperienza bellissima, al di là di ogni egoismo», dice Martina, 22 anni uno sguardo appassionato, con alle spalle già un anno di servizio civile e ora al secondo. La senti raccontare e intuisci perché la maggior parte di loro, alla fine dei dodici mesi, decide di restare anche come semplice volontario.

Rimboccarsi le maniche

«Diamo il massimo, ci apriamo ai più fragili, ma in cambio riceviamo molto di più. La signora che portiamo al centro diurno è diventata la nostra confidente, il signore che va accompagnato spesso in dialisi, un punto di riferimento. La prima volta che sono arrivato non sapevo neppure come si piegava una carrozzina per sistemarla sul doblò. Poi ti rimbocchi le maniche, accetti i consigli ed è sufficiente un grazie per sentirti gratificato tutto il giorno», conclude Matteo che non salta un turno e si divide tra il servizio civile e un part-time in azienda.

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di Redazione web