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Pontedera

Scontro mortale, la Cassazione conferma la condanna

P.B.
Scontro mortale, la Cassazione conferma la condanna

L’incidente in via Capitini costò la vita a Pietro Baldini  Un mese fa anche la vedova  è morta dopo uno schianto  nello stesso punto

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san miniato. No della Cassazione al ricorso presentato dal 26enne di San Miniato condannato a 8 mesi per omicidio stradale con pena sospesa e non menzione in seguito all’incidente avvenuto la sera del 9 maggio 2017, quando con la sua auto centrò in via Capitini a San Miniato un motocarro Ape provocando la morte del conducente, Pietro Baldini di 79 anni.

Il giovane (omettiamo il nome per le sue condizioni di salute, ndr) era stato anche risarcito per danno biologico, perché riconosciuto vittima di una forte depressione causata proprio dallo schianto in cui perse la vita il pensionato. Il 26enne era stato condannato dal gup Giuseppe Laghezza a chiusura del rito abbreviato. Come pena accessoria era stata disposta la revoca della patente per 5 anni.

Il pubblico ministero Giancarlo Dominijanni aveva concesso l’attenuante speciale del concorso della persona offesa nel verificarsi del sinistro.

La sentenza era stata confermata in appello e il legale del giovane aveva presentato ricorso in Cassazione, che l’ha respinto.

«La Corte territoriale – scrive la Corte Suprema – conformemente a quanto accertato dal primo giudice, ha correttamente affermato la responsabilità del prevenuto sulla base di quanto processualmente emerso, con particolare riguardo all’eccessiva velocità tenuta dall’automobilista nel tratto stradale luogo dell’incidente, superiore al limite di 50 km/h ivi prescritto (ma è stata anche considerata l’imprudenza derivante dalle condizioni di ridotta illuminazione della strada e dalla prossimità dell’intersezione dalla quale si immise incautamente sulla strada principale il conducente dell’Ape Piaggio). È stato appurato, pertanto, che se l’automobilista avesse mantenuto una velocità conforme al predetto limite e comunque inferiore, avuto riguardo alle condizioni della strada, egli avrebbe avuto modo di evitare l’incidente mettendo in atto una manovra di frenata».

Il giovane dopo l’incidente era caduto in depressione ed era stato seguito da diversi specialisti.

Uno stato di prostrazione in seguito al quale a livello assicurativo aveva ottenuto un risarcimento sostanzioso per un danno biologico accertato sotto il profilo medico.

L’iter processuale è arrivato a conclusione un mese dopo l’altra tragedia che ha colpito proprio la famiglia di Baldini, ripiombata in un secondo tragico incubo, nello stesso luogo e, purtroppo, con identico epilogo.

Anche la vedova di Pietro, Graziella Sartorelli, 79 anni, è rimasta coinvolta in un terribile incidente stradale, proprio all’incrocio tra via Capitini e via Prati a San Miniato Basso. Era in sella al suo scooter finito contro un altro motorino con a bordo due minorenni. Graziella è morta all’ospedale di Careggi dopo cinque giorni di agonia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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