Attenzione
“Cassa”, trattativa ko su spin off e contratto
Mancano solo le date per gli scioperi dei dipendenti I sindacati: «Azienda estremamente intransigente»
VOLTERRA. Rottura totale su tutta la linea. E così manca solo le date per le giornate di sciopero del personale della Cassa di risparmio di Volterra. Sindacati e azienda non sono riusciti a trovare punti su cui poter trattare, restando distanti anni luce.
Gli incontri per il tentativo di conciliazione del 19 gennaio e dell’altro giorno hanno lasciato la situazione invariata. «Le organizzazioni sindacali – dicono Fabi, First Cisl, Fisac Cgil e Uilca – hanno richiesto all’azienda la disponibilità ad assumere un impegno formale a riguardo di un possibile spin off che avrebbero voluto escluso a priori dalle possibili soluzioni individuate per un riequilibrio della redditività aziendale, riscontrando a riguardo la totale contrarietà dell’azienda».
Secondo i rappresentanti dei lavoratori, ci sarebbe stata un’altra richiesta, «quale atto di responsabilità per pervenire alla chiusura della vertenza almeno il ripristino temporaneo del contratto integrativo aziendale (Cia) disdettato fino alla definizione di un nuovo accordo in cui sarebbero state individuate misure specifiche a tutela dei lavoratori oggetto di eventuali cessioni di rami d’azienda che avrebbero dovuto essere considerate solo come estrema ratio e in subordine a un’eventuale procedura d’esodo». Ma anche in questo caso, a sentire i sindacati, «l’azienda ha rifiutato dichiarando soltanto una generica disponibilità alla discussione di un nuovo contratto integrativo sulle materie di demando del contratto nazionale di lavoro e welfare aziendale».
Inevitabile, quindi, l’abbandono della trattativa e il proseguimento dell’iter che porterà all’astensione dal lavoro. «Non riscontrando alcun cambiamento nell’atteggiamento aziendale rispetto alle posizioni assunte all’inizio della vertenza, verificata l’indisponibilità dell’azienda su tutti i punti oggetto della vertenza le organizzazioni sindacali non hanno potuto che constatare l’insussistenza delle condizioni minime per il proseguimento delle trattative in ragione del mandato assembleare ricevuto – si legge nella nota –. Il tentativo di conciliazione si è quindi concluso negativamente. Esprimiamo vivo rammarico per un atteggiamento aziendale rilevatosi estremamente intransigente che non ha consentito, nonostante i numerosi tentativi sindacali, la ripresa del confronto. Nessuna istanza che ha generato la vertenza è stata nei fatti accolta dall’azienda».
Sindacati e azienda comunicheranno nei prossimi giorni il calendario delle giornate di sciopero che verranno proclamate.
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