Il Tirreno

Pontedera

Innovazione, tradizione e... marmo nelle nuove creazioni a Modartech

Paolo Falconi
Innovazione, tradizione e... marmo nelle nuove creazioni a Modartech

Presentate 34 tesi di giovani studenti in Fashion Design  

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pontedera. Quelle 34 tesi preparate dai giovani di Modartech rappresentano la prova tangibile dell’innovazione e dell’inclusione. Ma anche della sinergia nel mondo del lavoro. E di quelle 34, ben 24 saranno discusse tra oggi e domani, per la sessione di gennaio. Sono le tesi in fashion design con cui l’istituto pontederese Modartech laurea i nuovi designer, nel segno della tecnologia 4.0 ma nel rispetto della tradizione. Come dire: si cresce, e si può crescere, non disdegnando il passato.

Lo ha ribadito nella conferenza stampa di ieri mattina, Alessandro Bertini direttore di Istituto Modartech, evidenziando come esse siano «il risultato di un perfetto lavoro di squadra» di una macchina in continuo movimento. Insomma, che quelle tesi sono il frutto di «una crescita esponenziale di Modartech, delle sue collaborazioni verso tanti partner, e dell’impegno dei giovani che la frequentano», consapevoli di poter abbracciare in questo modo un mondo che offre miriadi di possibilità nell’universo della moda.

Il dato essenziale è anche un altro: questi giovani possono già vantare importati collaborazioni con i più grandi brand della moda di cui l’Italia è maestra. Così a Modartech «crescono gli iscritti e raddoppiano le collaborazioni con il network di aziende e partner coinvolti in progetti formativi: oltre 120 stage attivati, numerose le partecipazioni a manifestazioni e palcoscenici internazionali per gli studenti e un tasso di job placement dell’87%».

Sonia Luca, assessora del Comune di Pontedera, nel complimentarsi a nome del sindaco Matteo Franconi, con i responsabili della scuola, ricorda che «questa realtà per noi è un vanto» e questa vitalità «nell’innovazione e della programmazione» non può che far bene al modo del lavoro giovanile.

«Questi giovani ci hanno davvero stupito – rileva Alessanro Bertini – non soltanto per la loro preparazione ma per come hanno saputo affrontare i diversi risvolti sul tema: compresa la sostenibilità nel segno della inclusione sociale». Alessandra Carta, direttore creativo di Istituto Modartech, ricorda la brillanti collaborazioni con importanti gruppi. E fa il nome della multinazionale di beni di lusso francese Moët Hennessy Louis Vuitton della Lvmh di cui è il marchio principale che espresso apprezzamenti per le creazioni in pelle. E altri 120 marchi italiani, come Armani e Scervino.

A proposito di creazioni e innovazioni è stata ricordata la collezione con la lana garfagnina, un’eccellenza locale in cui gli studenti sono andati in cerca anche della pastora del gregge. E la sua tinteggiatura con la cipolla, o l’altra effettuata con il carbone per dare le tonalità sul nero.

Oppure guardare al marmo di Carrara – un po’ come faceva Michelangelo – che arricchirà gli accessori, rendendo uniche scarpe e borse. Tradotto, significa attenzione all’ambiente e ritorno alle origini con tessuti realizzati a mano su antichi telai e tanto lavoro manuale, ma anche le più avanzate tecnologie della rigenerazione dei tessuti e della biorobotica: ecco alcuni degli elementi chiave che guidano le collezioni ideate, sviluppate e prodotte dagli studenti del corso in Fashion Design. Insomma, alta tecnologia ma anche alta tradizione contraddistinguono le tesi preparate da questi giovani, per il 70 cento toscani.



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