Gioco
Masso pericolante sulla ferrata, si complica la strada verso la rimozione
Domani riunione con la Regione per i dettagli dell’intervento La zona resta interdetta ad automobilisti, ciclisti e alpinisti
BUTI. Sembra più complicata del previsto la messa in sicurezza del masso pericolante sulla strada che collega Buti al Monte Serra. Domani ci sarà la riunione che tutti sperano sia determinante per indicare i tempi dell’intervento. Ma le difficoltà per raggiungere la zona lungo la ferrata sono state enormi. E già per stilare una relazione da parte della ditta specializzata e incaricata dell’intervento sono stati necessari più giorni del previsto.
La necessità di risolvere il problema una volta per tutte, però, rende questa operazione fondamentale per la sicurezza di automobilisti ed escursionisti. Quella zona, infatti, oltre a essere nelle vicinanze dell’unica strada percorribile in auto per raggiungere il Monte Serra, è anche la via preferita per i camminatori e per gli amanti della mountain bike. Per non parlare di chi pratica alpinismo che proprio dalla ferrata si arrampica per giungere a uno dei punti per osservare il paesaggio più belli della provincia.
Da qui si capisce l’importanza dell’intervento, considerando anche la chiusura della strada e della ferrata. La sindaca di Buti, Arianna Buti, pochi giorni fa ha spiegato che servirebbe una rimozione o una messa in sicurezza con tempi rapidi, proprio per riaprire uno dei passaggi chiave del Monte Pisano. Ma il desiderio degli amministratori, finora, si è scontrato con la necessità di non lasciare niente al caso.
Oltretutto, il luogo in cui si trova il masso lungo cinque metri che rischia di cadere, è di proprietà del Demanio regionale, la cui gestione è affidata al Comune di Calci. E il coinvolgimento della Regione è doveroso in un contesto simile. «Chi effettuerà l’intervento – dice Giovanni Sandroni, assessore del Comune di Calci con delega alla gestione della delega comunale e sovracomunale in materia di patrimonio agricolo forestale regionale – deve poter lavorare con le massime misure di sicurezza. E deve poter effettuare un’operazione risolutiva. Alla prossima riunione ci saranno anche rappresentanti della Regione ai quali sarà sottoposto un piano A e un piano B. E sulla base di tutto questo sarà presa la decisione definitiva. Ma ho il sospetto che i tempi non saranno brevissimi. Sia per le difficoltà di lavorare in quella zona, sia per la complessità dell’intervento in funzione delle dimensioni del masso. D’altra parte, dopo i crolli registrati in quel punto nei mesi scorsi, è necessario mettere in piedi ogni soluzione per far sì che siano ripristinate le condizioni di sicurezza per i cittadini che transitano lungo la strada provinciale, che passa sotto al masso, in auto, a piedi o in bici, ma anche di chi pratica alpinismo sulla ferrata».
C’è attesa, quindi, per capire tempi e modalità con cui sarà effettuato l’intervento. Sempre la sindaca di Buti, nei giorni scorsi ha parlato di un evento di Protezione civile per poter attivare tutte le risorse in grado di consentire la sicurezza di tutti e un buon esito del lavoro.
Ma per capire tutto questo occorrerà attendere domani, quando ci sarà la riunione da cui emergerà la soluzione definitiva a un fatto curioso, ma che va risolto in tutte le maniere.
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