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piano per risolvere le criticità storiche 

Tre strade franate Ok ai primi progetti dopo nove anni Ma servono 2 milioni

Nilo Di Modica
Tre strade franate Ok ai primi progetti dopo nove anni Ma servono 2 milioni

Ponte a Elsa, Collebrunacchi e Poggio al Cecio: il Comune approva gli studi di fattibilità e va a caccia di finanziamenti

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Nilo Di Modica

san miniato. Fu il 2013 l’annus orribilis dell’assetto idrogeologico del territorio sanminiatese, quando a seguito di forti temporali si verificarono numerose frane in varie parti del comune.

Adesso i tre più importanti eventi franosi di quell’anno sono al centro di studi di fattibilità a cura dell’amministrazione, per la sistemazione dei vari versanti coinvolti: una spesa da oltre 2 milioni di euro che il Comune spera di recuperare anche attraverso i finanziamenti messi periodicamente a disposizione dalla Regione e dal governo centrale per la sistemazione del territorio.

Ad essere inserite nella lista, con studi effettuati nelle settimane scorse, sono la frana di Poggio al Pino a Ponte a Elsa, quella di via Gello vicino a Collebrunacchi e quella in località Poggio di Cecio.

La prima ancora oggi mette in stand by un’intera comunità.

L’amministrazione comunale ha approvato un progetto di fattibilità tecnica da 950mila euro, per riportare la strada, importante via di collegamento fra la località di Calenzano e delle Piscine alla frazione di Ponte a Elsa, alle condizioni pre frana.

Un dissesto che si è verificato durante le piogge del 2013 e del 2014, quando nell’asfalto si aprì una voragine lunga circa 80 metri. Da allora le condizioni della frana sono peggiorate e negli anni la strada è diventata sempre più stretta e pericolosa. Stiamo parlando di un’arteria che è anche una via di collegamento importante, la cui chiusura sarebbe una mazzata per gli abitanti di Ponte a Elsa che ogni giorno percorrono il tratto interessato, che collega a Empoli e Castelfiorentino e viceversa. Sito che proprio di recente ha dato ulteriori e preoccupanti segni di movimento: è dei giorni scorsi, infatti, un ulteriore avvallamento a poche decine di metri più a monte della frana “storica”, dove ormai dal 2014 c’è un restringimento di carreggiata.

Sempre alle incredibili piogge del 2013 si deve la frana in via di Gello, che a suo tempo fu anche oggetto di un contenzioso al Tar fra il comune, guidato allora dal sindaco Vittorio Gabbanini e i tre proprietari dei terreni sottostanti. Adesso l’ente quantifica in 600mila euro i lavori di messa a punto del tratto, importante via di comunicazione con la località di Collebrunacchi.

La cifra più piccola, “appena” 370mila euro, è quella invece quantificata per il Poggio di Cecio, vicina a via Pier delle Vigne, da sempre oggetto di lavori più o meno intensi di consolidamento, ma aggravatisi anche in questo caso dopo il 2013.

«Era necessario trovare un punto di partenza – dice l’assessora ai lavori pubblici Marzia Fattori – . Intanto, grazie alle professionalità cui disponiamo nel Comune, mettere nero su bianco queste fattibilità ci consente di andare a caccia di eventuali finanziamenti per la messa in sicurezza del territorio nelle aree più esposte, per le quali comunque cercheremo di trovare soldi anche in autonomia, anche se confidiamo, oltre che nella Regione, anche in un recente bando proprio dedicato alla messa in sicurezza del territorio, del ministero dell’Interno. È l’inizio di un percorso che speriamo ci consenta di lenire una volta per tutte queste criticità».

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