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Mensa, aumenti evitati grazie al recupero dell’Imu non pagata

Marco Sabia

Il piano del Comune per congelare il costo del servizio Via libera della giunta, ora la palla passa agli uffici

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Marco Sabia

fucecchio. L’anno appena iniziato – complice anche la situazione globale e le conseguenze della pandemia sull’economia – porterà degli adeguamenti per quanto riguarda tutta una serie di servizi erogati dal Comune di Fucecchio: trasporto scolastico e locale, servizi educativi della prima infanzia, l’accesso al museo civico e all’auditorium, tariffe per gli impianti sportivi e natatori (la piscina intercomunale).

L’ente guidato dal sindaco Alessio Spinelli in alcuni casi ha varato gli aumenti, in altri ha inserito delle agevolazioni; per un caso in particolare, però, l’amministrazione comunale ha deciso di “disinnescare” l’aumento previsto.

Il riferimento è al servizio mensa, che riguarda migliaia di studenti fino ai 14 anni, cioè alle scuole medie. L’idea – come spiegato nella delibera di giunta – è di impiegare i soldi recuperati dell’evasione dell’Imu (l’imposta municipale unica) come risorsa per evitare di procedere all’aumento del costo dei pasti.

Al momento si tratta di un atto di indirizzo politico, il che vuol dire che agli uffici di piazza Amendola adesso è demandato il compito di redigere la documentazione per far rimanere il costo della mensa lo stesso dell’anno scorso, a differenza di quanto in precedenza stabilito. D’altronde l’ente comunale aveva deliberato gli aumenti in sede di approvazione del bilancio per evitare di finire nella gestione provvisoria, che comporta un sostanziale blocco degli investimenti; questo in attesa di fondi regionali o statali, oppure di reperire risorse in qualche altro modo.

Come, ad esempio, potenziare l’attività di riscossione dell’Imu non versata: nelle scorse settimane, infatti, nelle case fucecchiesi sono arrivate centinaia di lettere proprio relative all’Imu non pagata; gli uffici comunali avevano fatto una stima precisa, che quantificava in circa 900.000 euro le somme non riscosse per quanto riguarda l’erede dell’Ici, l’imposta sulla casa. Oltretutto l’amministrazione intende potenziare quest’attività, già dall’anno appena cominciato; questo perché le risorse sono sempre più scarse e introdurre degli aumenti – o degli adeguamenti alle tariffe dei comuni limitrofi – diventa quasi inevitabile.

La riscossione dell’Imu non versata è comunque da sempre una battaglia, che può finire in commissione tributaria se non viene trovato un accordo. Detto questo, il costo dei pasti alla mensa rimarrà il seguente: con un Isee fino al 7.500 euro, un euro a pasto; con Isee da 7.501 euro a 10mila, 2,80 euro; con un Isee oltre i 10mila euro, sono 4,60 euro. Inoltre, in alternativa all’Isee dal secondo figlio in poi è prevista un riduzione massima del 50%, quindi 2,30 euro.

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