Il Tirreno

Pontedera

crudeltà sugli animali 

Nove cuccioli di cane in un cassonetto, solo tre si sono salvati: "Ma perché così tanta crudeltà"

Roberta Galli
I cuccioli sopravvissuti
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I cuccioli sopravvissuti

Il fatto è accaduto nella zona di Lavoria: sull’episodio sta indagando la polizia municipale

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CRESPINA LORENZANA. L’intenzione era di ucciderli. Buttati via ancora vivi, rinchiusi in un sacco di plastica, come spazzatura all’interno di un cassonetto. Nove cuccioli appena nati, ancora sporchi di sangue e con il cordone ombelicate non reciso.

Sei sono morti tra atroci sofferenze, mentre tre sono riusciti a sopravvivere e con forza stanno tentando di riprendersi grazie ad una “balia umana” che in queste ore li sta nutrendo con il biberon. Ancora una tristissima storia di inciviltà e di violenza contro gli animali. Il fatto è accaduto nella zona di Lavoria, frazione del comune di Crespina Lorenzana, e sull’episodio sta indagando la polizia municipale, grazie alle immagine di una telecamera che potrebbero aver ripreso il responsabile di un gesto così sconsiderato e disumano.

I lamenti di alcuni dei cuccioli (altri erano già deceduti) sono stati uditi da un passante. Marco Secci di Cenaia aspettata il figlio che stava uscendo da una palestra. L’uomo si è avvicinato al cassonetto e con l’aiuto di altre due persone è riuscito ad aprire il portellone ed ad estrarre quel contenitore di plastica utilizzato per la raccolta di mangimi per animali, nel quale erano stati inseriti, uno sopra l’altro, i cagnolini appena nati. Alcuni erano morti, altri erano visibilmente maltrattati, come se la mano che aveva compiuto il terribile gesto volesse avere la certezza di sbarazzarsi di quella cucciolata indesiderata.

I cani sono un incrocio di Bracco o di Pointer. Tra i primi a prestare soccorso, chiamata da Marco Secci, anche Tania Chimenti, 29 anni, di Perignano, una cosiddetta “balia”, una volontaria che da tempo mette a disposizione il suo tempo libero per dare una mano ai canili, allattando i cuccioli abbandonati. «È stata una scena bruttissima – racconta Tania – purtroppo episodi del genere si ripetono ciclicamente, ma non ci si abitua mai alla violenza e alla cattiveria umana. Nel sacchetto c’erano nove cuccioli, quattro purtroppo erano già morti, per gli altri cinque ci siamo attivati con un veterinario, li abbiamo lavati e messi sotto una lampada per scaldarli, ma nonostante le cure per altri due non c’è stato niente da fare. Tra loro anche una femmina una con mandibola e zampa rotta e un polmone perforato. Sono rimasti in vita tre maschietti, uno dei quali ha già trovato casa. Sarà adottato appena sarà possibile da chi gli ha salvato la vita, estraendolo dal cassonetto».

Tania Chimenti ha allattato per alcuni giorni i cagnolini, adesso, motivi familiari, è stata sostituita da un’altra volontaria. Sulla triste vicenda è intervenuta anche Rossella Prosperi, consigliera comunale a Pontedera con delega per la tutela e benessere degli animali, nonché fondatrice del canile La Valle Incantata a Lajatico e volontaria da trent’anni sul territorio. «Chi compie atti del genere – denuncia Prosperi – compie un reato punibile per legge, ed è inutile girarci intorno o chiudere gli occhi, ma nonostante le norme si continua a gettare via piccole creature come fossero spazzatura. Gesti che si ripetono con la precisa volontà non di abbandonare, ma di uccidere gli animali. Ecco, noi dobbiamo porci una riflessione su dove sta andando la nostra società, priva oramai di valori, dove anche gli animali vengono paragonati a rifiuti e ripartire dai più piccoli per invertire questa mancia verso il nulla».

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