Sicurezza
Ponte sull’Arnaccio, i disagi e la soluzione
Il Comune entro un mese darà l’incarico ad un architetto. Ma rimane da stabilire a chi appartiene la competenza
Libero Red Dolce
cascina. Chiuso dal 25 maggio e mai più riaperto, per i cittadini della frazione di Pardossi il ponte sull’Arnaccio è diventato un grattacapo non da poco. Ad agosto, tre mesi dopo la chiusura per problemi di instabilità, Comune e Regione avevano deciso di verificare congiuntamente la competenza sulla struttura. Doveva essere la fine dei problemi, con l’avvio dei lavori come conseguenza da parte del soggetto individuato. Ancora però non si è arrivati a una conclusione e adesso bisognerà attendere l’imminente nomina di un esperto, un architetto, da parte del Comune.
Probabilmente entro un mese l’incarico sarà assegnato all’esperto in questione, ma sulle tempistiche è difficile dare certezze. La nomina sarà comunque un momento risolutivo, per due motivi: sarà l’architetto a stabilire di chi è la competenza sull’opera e darà l’avvio alle prove statiche che potranno dire di più sul destino del ponte nella carta della viabilità cascinese.
Da tempo l’ipotesi in ballo è quella di aprirlo al traffico con i sensi di marcia alternati. Un’ipotesi che non risolverebbe il problema alla radice, garantendo l’antica funzionalità, ma che almeno andrebbe ad alleggerire i carichi di traffico che in questo momento si riversano su altre direttrici.
Non si può però procedere con nessuna soluzione, nemmeno con una parzialmente risolutiva, finché non verranno fatte le prove di carico sul ponte, saggiandone la tenuta e le condizioni.
I cittadini cominciano a mostrare una certe insofferenza verso la situazione che si è venuta a creare. Di fatto c’è l'obbligo per tutti gli abitanti della frazione di dover fare il giro dal centro di Cascina per questioni di lavoro o per portare a scuola i bambini.
C’è poi un’altra questione. Il traffico, per sua natura, non scompare in presenza di un ostacolo, ma trova nuovi modi per fluire (e intasare). Quasi come l’acqua. Ed è così che da diversi mesi si è venuto a creare un sovraccarico del ponte all'altezza di Giovanni Calzature, che infatti la mattina e la sera è sempre affollato.
La chiusura della Tosco-Romagnola per alcuni lavori dell’Anas ha ulteriormente complicato una situazione non agevole.
In questi mesi la ricognizione del Comune non è rimasta ferma. Si è cercato di ricostruire a ritroso la storia del ponte. L’analisi è partita dal ponte di via Ciro Menotti ma dovrebbe riguardare anche gli altri cinque attraversamenti dell’emissario, in via Nazario Sauro, via Marciana, via Macerata, via Santa Maria e via San Lorenzo. Si tratta di una viabilità storica che risulta preesistente alla costruzione del canale, risalente agli anni 1848-1852.
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