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«Zona rossa a Pomarance impossibile da attuare Opposizione populista»
pomarance. «Evidentemente l’appello all’unità e alla responsabilità cade nel vuoto di fronte a chi persevera con uscite populiste e demagogiche, facendo propaganda sulle paure delle persone. Democrazia Civica ha invocato l’istituzione della zona rossa nel nostro Comune ma se il capogruppo avesse partecipato all’ultimo consiglio comunale del 29 dicembre avrebbe saputo che a Pomarance, come nel resto della Toscana e dell’Italia, i contagi erano cresciuti già da diversi giorni, subito dopo Natale».
La sindaca Ilaria Bacci e la giunta replicano così all’opposizione: «La situazione di Pomarance è analoga a quella generale, non è tale da giustificare misure diverse da quelle vigenti e maggiori restrizioni avrebbero come unico effetto ulteriori penalizzazioni sulle attività già in ginocchio (imprese, negozi, ristorazione, ecc), sulla scuola e sui servizi, probabilmente difficili da capire per chi non risente di chiusure o restrizioni per le sue condizioni personali e patrimoniali. Inoltre, in base alla normativa vigente il sindaco non ha potestà di istituire zone di qualunque colore: può solo disporre la chiusura di aree pubbliche o aperte al pubblico in cui sia impossibile il rispetto della distanza di sicurezza. I provvedimenti limitativi possono essere adottati dal Governo o eventualmente dal Presidente della Regione, con colori e parametri su base regionale e non locale. È difficile seguire costantemente l’evoluzione della normativa ma sarebbe opportuno informarsi prima di fare proposte non accoglibili. È l’ennesima “uscita strampalata” dell’opposizione che continuando ad invocare misure inefficaci ed anche illegittime, dimostra impreparazione e superficialità».
In generale la giunta spiega che non è più disposta «a tollerare “lezioncine” da chi snocciola ricette semplici per situazioni complicate e per mero interesse politico. Continueremo ad ascoltare proposte concrete, ma se esistessero soluzioni facili per gestire la pandemia, crediamo che i governi dei Paesi più sviluppati le avrebbero già adottate ben prima dei preziosi consigli di Democrazia Civica».
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