Gioco
Spariscono 28mila euro, amministratrice di sostegno finisce sotto processo
Pietro Barghigiani
fucecchio. Una serie di prelievi ritenuti anomali e, soprattutto, non effettuati nell’interesse della persona che andava gestita all’insegna della protezione del suo patrimonio.
Un incarico tradito, secondo le accuse della Procura, quello di amministratrice di sostegno da parte di una 56enne originaria di Fucecchio che è finita a processo per peculato.
La sua posizione era quella di incaricata di pubblico servizio.
L’imputata, all’epoca della nomina del Tribunale di Pisa, persona di fiducia di una signora residente a Torino, avrebbe prelevato in più occasioni soldi dal conto della donna amministrata per un totale di 28mila euro.
Uscite di cui i parenti della parte offesa si sono accorti e che sono entrate nella querela dalla quale è scaturito il processo davanti al primo collegio del Tribunale (presidente Cipolletta, a latere Mirani e Messina).
Ieri mattina c’è stata la costituzione delle parti e l’ammissione dei testi.
La prossima udienza è prevista tra un paio di mesi con i primi testimoni citati dalla Procura.
I fatti sono abbastanza recenti. La denuncia risale al 2020. Parte offesa e amministratrice di sostegno si conoscevano da tempo e, nonostante la distanza, la signora di Torino aveva indicato nella 56enne la persona a cui affidare la gestione delle proprietà in provincia in Pisa.
Un’attività in cui era contemplata la possibilità di fare prelievi, ma a tutela e nell’interesse della persona amministrata per conto del Tribunale.
La contestazione mossa all’imputata è che quei 28mila euro, presi in un arco temporale di diversi mesi, avrebbero preso strade diverse ed estranee ai bisogni della donna per la quale il Tribunale aveva nominato un’amministratrice di sostegno.
Il dibattimento in partenza a marzo chiarirà se e quanto le accuse siano fondate per arrivare a una sentenza di condanna.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
