Il Tirreno

Pontedera

Lupino positivo fa saltare il processo

Pietro Barghigiani

Sarà rinviata l’udienza in Corte d’Assise in programma oggi. Il reo confesso dell’omicidio Novak voleva farsi interrogare

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orentano. Non è un pretesto per rinviare quello che sarà comunque un processo con un verdetto di condanna già scritto. L’unico dubbio è se l’imputato eviterà l’ergastolo. Da reo confesso Francesco Lupino può solo limitare i danni schivando le aggravanti che lo inchioderebbero al fine pena mai.

Il motivo per cui oggi in Corte d’Assise l’udienza non sarà celebrata ha a che fare con la salute e la pandemia che viaggia verso il secondo anniversario.

Lupino, in carcere a Prato da mesi, è entrato nel novero dei positivi al Covid. E nella condizione di infettato non può prendere parte al processo fissato alle 14,30 di oggi. Il presidente della Corte Giovanni Zucconi (a latere il giudice togato Dini e sei giudici popolari), dopo aver preso atto dell’impedimento dell’imputato, rinvierà a nuova data l’udienza nella quale Lupino aveva chiesto di essere interrogato.

L’agenda di giornata prevedeva l’interrogatorio dell’imputato, difeso dall’avvocato Antonio Bertei, e la discussione. Niente testi in scaletta. Accusa, difesa e parti civili hanno rinunciato ai rispettivi testimoni per snellire un processo in cui va stabilita solo l’entità della pena. Per la colpevolezza è sufficiente la confessione del tatuatore.

In lacrime davanti al magistrato Egidio Celano e al capo della squadra mobile Fabrizio Valerio Nocita aveva ammesso l’omicidio della ballerina Khrystyna Novak, 29 anni, ucraina, uccisa con un colpo di pistola sparato nell’occhio destro.

Di origini fiorentine, 50enne, per anni residente ad Altopascio, Lupino la mattina del 2 novembre 2020 in Corte Nardi a Orentano si trasformò in un assassino. Uscì dalla sua abitazione, di proprietà del compagno dell’ucraina, con la pistola nascosta dietro la schiena. Due case quasi attaccate.

«L’ho uccisa perché ero sotto effetto di alcol e droga» fu la confessione dell’uomo che, dopo la sparizione della ballerina, ai giornalisti diceva «che una donna non si tocca neanche con un fiore, è quello che ho insegnato ai miei figli».

L’avvocato Daica Rometta si è costituita per l’associazione Penelope. Parte civile, con l’avvocato Gabriele Dell’Unto, anche Airam Negrin Gonzales, l’imprenditore spagnolo, fidanzato di Khrystyna.

Ex socio in affari di droga con Lupino, secondo l’accusa la decisione di troncare ogni rapporto con il tatuatore, scelta sollecitata dalla compagna, sarebbe all’origine della rabbia omicida del 50enne fiorentino in carcere dal 23 marzo 2021. Lupino è accusato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Un reato da ergastolo.

Pietro Barghigiani

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