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Pontedera

Caos al pronto soccorso di Pontedera, picchia i soccorritori e blocca un servizio del 118

Libero Red Dolce
Caos al pronto soccorso di Pontedera, picchia i soccorritori e blocca un servizio del 118

Trentenne protagonista dell’aggressione. Il dipendente della Pubblica Assistenza: «Non lo denuncio, ma impari la lezione»

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Pontedera. Erano appena tornati da un servizio complicato a Buti, lasciando un paziente in arresto cardiaco nelle mani di un rianimatore. Giovanni Oberti, 53 anni, dipendente e soccorritore della Pubblica Assistenza, è insieme a un collega volontario in una notte piena di servizi, quand’ecco che un’auto si ferma al pronto soccorso e scende un giovane. Scende un giovane che parte con gli insulti e finirà per dare un pugno a testa ai due soccorritori, assediandoli dentro alla struttura e costringendoli a bloccare un servizio di soccorso in partenza.

È un’alba movimentatissima quella che racconta Oberti, da più di 25 anni al servizio della comunità come autista e soccorritore delle ambulanze della Pubblica Assistenza. Nonostante ne abbia viste di tutti i colori, si perdonerà l’espressione abusata, una cosa così non gli era mai capitata. «Insulti, minacce, prese in giro ne ho sentite tante. Ieri sera però è stato diverso, ci ha aggrediti in modo davvero violento».

La notte stava per fare spazio alle prime luci del giorno e la fatica si cominciava a fare sentire. «Eravamo tornati da un servizio piuttosto complicato a Buti e stavamo preparando l’ambulanza per i prossimi interventi. È successo tutto mentre ero dentro a sanificare», racconta il soccorritore.

Mentre è impegnato sente arrivare un’automobile. «A bordo c’erano due ragazze e due ragazzi. È sceso uno di loro barcollando, sembrava decisamente ubriaco. Ha cominciato a insultare, a urlare delle cose incomprensibili», racconta Oberti. Fuori c’è il collega volontario, di un paio d’anni più giovane. Oberti continua, pensa che siano soltanto i cinque minuti di un ragazzo ubriaco. La cosa invece prosegue.

Il ragazzo si fa avanti minaccioso ma incespica sui suoi stessi passi e finisce per terra. Il collega di Oberti si fa avanti per aiutarlo. «Gli ho sentito dire: “Aspetta, dai, che ti do una mano a rialzarti”». Il gesto non viene ripagato da altrettanta cortesia.

L’uomo a terra, 30 anni, originario di Pontedera, si alza e comincia a strattonare il volontario fuori dall’ambulanza. «Lo ha spinto spalle a muro e gli ha tirato un pugno alla gola. Il mio collega ha cominciato a chiamare aiuto e io sono corso fuori». Oberti prova a calmarlo e apparentemente riesce ad allontanarlo. Una tregua di secondi. «È tornato indietro e insultandomi mi ha colpito allo zigomo prendendomi alla sprovvista».

A quel punto davanti al pronto soccorso è il parapiglia. Escono alcuni soccorritori da dentro e trascinano dietro i due aggrediti. «Lui però non si è calmato, continuando a fare come un pazzo fuori. Ci siamo dovuti chiudere dentro. Il problema è che in quel momento ci stavano chiamando per un servizio e non abbiamo potuto prenderlo. Ha fatto un danno alla persona che aspettava l’ambulanza. Non lo denuncerò, ma credo che una punizione deve riceverla».

Sul posto sono arrivati i carabinieri della radiomobile e della stazione di Bientina. Anche loro si sono presi insulti e un tentativo di aggressione con una sedia. I militari sono riusciti a bloccarlo e il 30enne è stato sedato. È stato arrestato per violenza e resistenza a pubblico ufficiale.

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