Il Tirreno

Pontedera

la tragedia a caccia

Morto nell'incidente di caccia, il dolore dell’allenatore di Cristian Ghilli: «Presto sarebbe entrato in polizia»

Andreas Quirici
Morto nell'incidente di caccia, il dolore dell’allenatore di Cristian Ghilli: «Presto sarebbe entrato in polizia»

Dopo l'incidente fatale a caccia parla Sandro Bellini, coach della squadra nazionale giovanile di tiro a volo: «Era il migliore in Italia nella sua categoria»

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MONTECATINI VALDICECINA. «Davvero un grande peccato, gli mancava poco per entrare stabilmente in polizia. Così avrebbe fatto un grosso regalo alla famiglia continuando a fare il lavoro per cui era nato, sparare». Sandro Bellini è uno dei volti più noti del tiro a volo. Fino al termine del 2021 è stato il coach della nazionale giovanile francese e da gennaio è diventato l’allenatore di quella italiana. Ma da anni era il coach di Cristian Ghilli, il 19enne originario di Ponteginori, nel comune di Montecatini Valdicecina, morto per un colpo partito accidentalmente dal suo fucile dopo una caduta mentre si trovava a caccia nei boschi di casa. Una tragedia umana e sportiva, perché il giovane era un predestinato nella sua specialità.

«Cristian era speciale, il migliore in Italia – riprende l’allenatore –. Avrebbe fatto strada per le grandi doti tecniche che aveva, ma soprattutto per quelle caratteriali. Aveva la determinazione di chi sa di poter arrivare all’apice. Era tosto e non si faceva mettere i piedi in testa da nessuno. Bisognava saperlo prendere. E se riuscivi a instaurare con lui un rapporto di fiducia sapeva darti tutto. Sono davvero addolorato».

Anche perché Cristian era un campioncino con una famiglia che aveva fatto le scelte giuste per lasciarlo libero di decidere della sua vita, malgrado la giovane età. «Nonno Piero era l’artefice del suo successo – riprende Bellini –. Lo aveva instradato e lo seguiva sempre. Era quasi morboso nel suo attaccamento al nipote. Io ne dovevo frenare l’entusiasmo perché sapevo quanto valeva Cristian. Ma, in generale, la famiglia aveva un atteggiamento nei suoi confronti, direi, perfetto per la carriera che l’attendeva. Sembravano quasi distaccati. Davano la sensazione di lasciarlo libero di scegliere cosa fare della sua vita e del suo percorso nello sport. Un clima perfetto per il futuro di un campione».

Il coach racconta di aver sentito il 19enne pochi giorni fa: «Il 3 gennaio avevamo parlato e ci saremmo dovuti incontrare presto per iniziare a programmare la stagione. Ci attendevano i campionati europei, il mondiale e la Coppa del mondo. Appuntamenti fondamentali dopo i successi conquistati nel 2021. Tappe nella sua carriera in cui mi ha sempre coinvolto, nonostante fossi l’allenatore della squadra francese. Mi telefonava prima delle gare. Parlavamo a lungo. Gli dicevo di andare dritto per la sua strada se lo riteneva giusto».

Sandro Bellini e Andrea Benelli, il pluricampione di tiro a volo, commissario tecnico della nazionale italiana. Anche quest’ultimo era rimasto impressionato dalle doti tecniche di Cristian Ghilli il quale sarà ricordato a dovere dalla struttura di Cecina dove si allenava. «Stiamo pensando a iniziative in suo onore – dice Paola Donenska, responsabile del Tiro a volo di Cecina – probabilmente realizzeremo una gigantografia con la sua immagine, ma stiamo valutando anche di organizzare una gara che porti il suo nome. E siccome ci stiamo trasferendo, cercheremo il modo d’intitolargli la nuova struttura, d’intesa con il Comune che ospiterà il nuovo Campo».

Iniziative per ricordare un campione morto troppo presto per uno scherzo del destino. Un incidente di caccia capitato a un super esperto di armi che ha sconvolto la comunità di Ponteginori e Montecatini Valdicecina, ma anche il mondo della caccia e, soprattutto, del tiro a volo. Specialità in cui Cristian eccelleva e che lo avrebbe visto presto raggiungere traguardi eccezionali.


 

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