Gioco
Storia del volley, nuova palestra a Pontedera intitolata al mito dei “Giapponesi” capitanati da Nassi
L’annuncio del sindaco per la struttura che nascerà nel polo scolastico al posto dell’ecomostro
PONTEDERA. Si chiamerà “I Giapponesi di Pontedera, capitano Fabrizio Nassi” la nuova palestra che nascerà all’interno del Polo Dino Carlesi, l’edificio in fase di riqualificazione, che accoglierà a settembre gli studenti della Curtatone.
Ad annunciarlo è il sindaco Matteo Franconi.
«Quando abbiamo pensato di ribattezzare l’ecomostro – spiega Franconi – ci siamo interrogati anche sul nome da dare alla struttura sportiva che vi troverà collocazione e abbiamo pensato a questa soluzione».
Un risultato che arriva dalla storia della città. “Dal libro, i “Giapponesi di Pontedera”, che narra gli esordi di una squadra di pallavolo, la mitica “Zoli”, guidata dal capitano dei capitani Fabrizio Nassi. Questi atleti – continua il primo cittadino – hanno raccontato all’Italia la capacità di sognare di Pontedera, il talento coltivato dal sacrificio. La prima idea che mi è venuta per trasmettere ai giovani la bellezza e l’orgoglio di queste radici è quella di intitolare la nuova palestra a questo miracolo sportivo. Un omaggio a quel che siamo stati, una bussola per costruire quel che vorremmo essere ancora. Anche grazie ai valori sempre eterni dello sport».
Così, questa decisione – anche se in maniera inconsapevole, perché presa giorni prima della raccolta firme lanciata sui social che proponeva di intitolare una palestra di Pontedera a Fabrizio Nassi, grande campione cittadino scomparso nel novembre 2019 per una grave malattia – si inserisce nello stesso orizzonte, viaggia sugli stessi binari del ricordo e della memoria.
L’appello rivolto dalla cognata di Nassi, per il momento, ha già raccolto, solo su Facebook, quasiduecento consensi e condivide la volontà di celebrare il super capitano e con lui anche la Zoli, di non dimenticare un pontederese doc che si è distinto grazie alle sue doti, rendendolo coprotagonista della fantastica cavalcata del sestetto di volley cittadino.
Parlare dei Giapponesi (così chiamati per i loro movimenti perfettamente sincronizzati e per gli schemi che fino a quel momento avevano messo in pratica solo i loro colleghi del paese del Sol Levante) di capitan Nassi è allora una sintesi perfetta.
Erano gli anni Sessanta e Settanta, quando, con Nassi, Fabio Innocenti e Alessandro Lazzeroni, Pontedera salì ai vertici del volley.
L’Us Zoli in due anni passò dalla serie C alla A e trasformò i tre giocatori in assi della nazionale. Poi Nassi, nato e cresciuto in piazza Trieste, con 142 partite giocate in maglia azzurra, capitano dei Gabbiani d’Argento e secondo posto ai Mondiali del 1978, divenne un mito non solo per la sua generazione.
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