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Pontedera

Resero grande Pontedera ma per la città restano nell’oblio

Paolo Falconi
Resero grande Pontedera ma per la città restano nell’oblio

Sandro Mazzinghi ed Enrico Piaggio non hanno ancora una strada o una piazza a loro dedicata Il figlio del campione di boxe: «Dal Natale 2020 si è arenato tutto dopo le tante polemiche»  

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Paolo Falconi

pontedera. Dalla vigilia di Natale dell’anno scorso, inteso come il 2020, «non sappiamo più nulla – dice David Mazzinghi, uno dei due figli di Sandro – Tutto arenato riguardo all’intitolazione di una via o di una piazza a nostro padre. Voglio ripetere: qualora ripartisse qualche proposta da qualsiasi, avremo piacere di esserne informati». Certo è che uno dei figli più illustri di Pontedera, se non il più illustre, non ha nella sua città nulla che lo ricordi.

Eppure le proposte furono molteplici: dall’intitolazione di una piazza o di una strada, all’erezione di una statua, all’allestimento di uno spazio museale. Tutte scaturite dalla idea lanciata da Il Tirreno, immediatamente dopo la scomparsa di Sandro Mazzinghi – il 22 agosto 2020 – che fu molto sentita e vissuta da tutta Pontedera: rinominare la “passerella” – il ponte che collega il centro di Pontedera col villaggio scolastico – e chiamarla “Ponte Mazzinghi”, in una sorta di passaggio generazionale tra coloro i quali hanno conosciuto Sandro e coloro, invece, che ne hanno solo sentito parlare.

«La nostra volontà è chiara, ovvero far sì che nella sua città Sandro possa essere ricordato con un segno distintivo – ebbe a dire il sindaco Matteo Franconi – Insieme alla Vespa, Mazzinghi è uno dei simboli di Pontedera. Facciamo passare un po’ di tempo, dopodiché ci incontreremo anche con la famiglia e valuteremo il da farsi».

Le valutazioni si fecero strada ma diversi, e opposti, punti di vista presero il sopravvento. In consiglio comunale, era novembre 2020, fu presentata una mozione con la quale si individuava nell’attuale piazza Curtatone e Montanara quella da intitolare al pugile ex campione del mondo dei pesi superwelter: «La piazza storica che fu il cuore e il baricentro dell’antico castello di Pons ad Heram, fra l’antica chiesa e il palazzo di giustizia, già piazza delle Merci, poi delle Grascie, del Grano, e oggi Curtatone e Montanara» visto che, comunque, le due località del Risorgimento italiano «sono ricordate nella toponomastica comunale da una scuola importante, e da una via dedicata a Montanara». Quella zona, inoltre, situata tra la vecchia pretura e la chiesa del Crocifisso che tra l’altro ospitò per due giorni la salma di Mazzinghi meta di un pellegrinaggio continuo, è a due passi da Bella di Mai, dove Sandro nacque il 3 ottobre 1938 e dove da adulto si soffermava volentieri nei vicini bar del “Gobbo”, il “Messicano” e la bottega dei fratelli Giuntini.

Poi l’ingerenza della politica si fece pressante e gli scontri in consiglio comunale esacerbarono la questione tanto che, qualche giorno prima del Natale 2020, la stessa famiglia Mazzinghi (i figli David e Simone, la moglie Marisa) chiesero espressamente al sindaco Franconi di «interrompere il procedimento per l’intitolazione». Ringraziando il primo cittadino e il consiglio comunale, si dissero «mortificati, con la sofferenza emotiva e intellettuale che non può non avere chi riteneva il percorso intrapreso un modo condiviso per raccogliere, nel gesto dell’intitolazione della piazza centrale della sua città, quel che Mazzinghi ha rappresentato per Pontedera e che non andava assolutamente a confliggere con i valori propri di altre storie che appartengono alla nostra coscienza collettiva. Le discussioni polemiche sul fatto che l’epopea risorgimentale non dovesse esser “sostituita” dalla memoria di Mazzinghi ci hanno fatto male e hanno mortificato lo spirito con cui credevamo dovesse e potesse concretizzarsi il ricordo di Sandro».

Così Franconi bloccò l’iter di intitolazione: «Rispettiamo la volontà della famiglia. Più avanti, magari, ragioneremo a mente lucida per cercare di omaggiare Sandro nel migliore dei modi».

Questa è la storia dell’altro ieri, mentre l’attualità non porta a nuovi sbocchi. La questione è ferma ad allora: «Nessuna novità, almeno che io sappia – dice David Mazzinghi – dopo le polemiche di allora, a cui noi della famiglia dicemmo stop. Se ci fosse qualche novità, da qualunque parte essa arrivi, vorremmo essere informati».

Certo è che uno dei figli più illustri di Pontedera, se non il più illustre, non ha un angolo della sua città che lo ricordi. Ma è una cosa in comune con Enrico Piaggio, che pur non essendo qui nato ne ha determinato il futuro economico. Rinaldo, di cui Enrico era il secondogenito, ha il viale intitolato su cui si affaccia l’industria delle due ruote. All’uomo della Vespa, niente. Come dire: Sandro è in buona compagnia.

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