Attenzione
Ex Opera Pia, il Comune vende uno dei poderi e incassa 250mila euro
fucecchio. Se non è un mezzo miracolo, poco ci manca: l’amministrazione comunale di Fucecchio è, infatti, riuscita a vendere uno degli sconfinati poderi dell’ex Opera Pia Landini Marchiani, divenuti proprietà pubblica dal 1999. I beni che una volta erano del politico e benefattore Carlo Landini Marchiani, spentosi proprio a Fucecchio nel 1892, che lasciò una cospicua somma di denaro e un ingente patrimonio immobiliare alla Congregazione di Carità per l’assistenza alle famiglie povere del paese.
Nel 1999, infine, il passaggio all’ente comunale, che si trovò fra le mani una pepita d’oro ma che poi si è rivelata essere una bella gatta da pelare. Dopo aver valutato due piani di rilancio – prima come resort di lusso e poi come proprietà agricole per giovani imprenditori – l’ente guidato dal sindaco Alessio Spinelli (foto) ha inserito questi poderi fra quelli alienabili, cioè vendibili tramite asta pubblica, per racimolare risorse da investire altrove.
E nei giorni scorsi – qui sta la notizia – il podere “Il Colombaio” (con una superficie di 65mila metri quadri e un fabbricato di circa 670 metri quadri) è stato venduto per 250.000 euro; ad acquistarlo – come si legge nella determina dirigenziale numero 943 del 31 dicembre – è stato il fucecchiese Donato Passarella. Che se l’è accaparrato con un’offerta del 10% in meno rispetto alla base d’asta, che era di 280.000 euro. Una volta saldata la cifra dopo aver versato un acconto di 25mila euro, ne entrerà ufficialmente in possesso e potrà investirci nella maniera che riterrà più opportuna.
Il podere si trova nella frazione collinare di Torre – tra via di Burello e via Ramoni – è circondato da boschi ed uliveti ed il suo nome deriva dalla località in cui è situato. Chissà che non sia un segnale di ripartenza per questi beni che negli anni hanno visto crescere soltanto l’erba e i rovi attorno; se si esclude, infatti, il podere “Le Colmate” alle Botteghe (coltivato dagli Ortolani Coraggiosi e in futuro probabile loro nuova casa) gli altri sono usati soltanto come aree boschive gestite dal consorzio forestale delle Cerbaie, proprio perché si trovano immersi nel polmone verde più importante della zona, al confine fra le province di Firenze, Pisa, Pistoia e Lucca. Il rischio è che più tempo passa e più gli immobili vadano in rovina, con la conseguenza che diventi quasi impossibile alienarli e venderli. E che quindi l’amministrazione si trovi con molti cerini in mano.
Marco Sabia
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