Sicurezza
Addio Edivo, una colonna di Santo Pietro
Fu combattente e caposchiera al Gioco del Ponte per la magistratura dei Leoni. L’ex sindaco: «Un uomo appassionato»
Capannoli. Edivo Salvini lascia un vuoto nella sua comunità, che sentirà la mancanza del suo impegno e del suo entusiasmo che solo l’affievolirsi delle sue energie negli ultimi anni aveva potuto parzialmente contenere. Sportivo, promotore dello sport e delle tradizioni, sempre impegnato nel promuovere il territorio e dare una mano, si è spento a 83 anni.
Una delle sue grandi passioni era il Gioco del Ponte. «Era uno di quelli che quando c’era il Gioco andava a Pisa, con la damigiana del vino e i cantuccini, tutto gratis per tutti», racconta l’ex sindaco di Capannoli Alberto Doni, suo grande amico. Prendeva anche otto, nove chili di cantuccini e arrivava con il suo carico di zuccheri e allegria. Negli ultimi anni si era anche abbonato alla Ztl per poter passare e organizzare il tutto.
Già da questo si capisce lo spirito che ha sempre avuto Edivo Salvini rispetto alle tradizioni. Momenti di socialità, per stare insieme, tenendo in mano una parte per ciascuno il filo che tiene annodata la tradizione, il passato, con il presente.
Non dunque le celebrazioni e le rievocazioni come momento puramente estetico e di solo divertimento, ma una di quelle occasioni in cui lo spirito di una comunità ritrova le ragioni del suo essere insieme. E le rielabora in un’atmosfera di festa.
Capannolese, prima dell’esibizione, della gara di giugno, lui portava la magistratura dei Leoni a sfilare nel suo paese, con i costumi. E questa che ormai era diventata a sua volta una tradizione per Santo Pietro Belvedere, la frazione di 1.700 abitanti dove Edivo Salvini ha vissuto per tantissimi anni. Oggi li chiamano “animatori culturali”, c’è chi lo fa per professione. Ecco, Salvini è uno di quegli uomini che queste cose le ha fatte prima ancora che avessero un nome.
Il suo cuore, oltre che per l’amata famiglia e per il Gioco del Ponte, batteva anche per lo sport. Non solo da spettatore, tutt’altro. «Edivo ha giocato a lungo a calcio, era molto forte. E questa sua passione per il pallone non l’ha mai abbandonato», racconta ancora Alberto Doni.
«A Santo Pietro c’era l’Unione sportiva calcistica e quella del ciclismo. Lui ha sempre collaborato, quando c’era da organizzare qualcosa non faceva di certo mancare il suo supporto. Si è sempre adoperato per il paese, è stato utile per la socializzazione», racconta ancora Doni. Nel Gioco del Ponte aveva ricoperto un po’ tutti gli incarichi a sostegno di Tramontana: combattente, poi aveva fatto anche il caposchiera.
«Per me è stato un grande amico, una persona squisita», dice commosso Doni.
Salvini ha lavorato come manovale, aveva un’impresa edile che ha gestito a lungo con il figlio, quando questi ha avuto l’età per lavorare. Lascia la moglie Maria, due figli (un maschio e una femmina) e i nipoti che ha molto amato.
Il funerale si terrà oggi alle 15 nella chiesa di Santo Pietro Belvedere.
Libero Red Dolce
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