Il Tirreno

Pontedera

Rientro a scuola presidi in ansia tra prof isolati e studenti in dad

Paola Silvi
Rientro a scuola presidi in ansia tra prof isolati e studenti in dad

Al liceo XXV Aprile sono 90 gli studenti in quarantena Dirigenti preoccupati per trasporti e gestione della rete web

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Paola Silvi

PONTEDERA. Salvare la scuola in presenza è la priorità. Ma è anche una corsa contro il tempo perché, a un giorno dal rientro, stabilito per tutti gli indirizzi delle superiori per domani, a correre, e forte, è pure il coronavirus. Così gli istituti pontederesi riapriranno tra incertezze e quarantene. Con insegnanti e alunni a casa perché positivi. «Durante le vacanze natalizie – spiega il preside dell’Iti Marconi Pierluigi Robino – abbiamo assistito a un’impennata pazzesca di positivi al Covid. Noi iniziamo con un numero limitato di ragazzi e con tre insegnanti in quarantena ma i problemi verranno dopo. Mi preoccupa l’andamento dei contagi tra gli studenti e il tracciamento dell’Asl. Finora il rapporto tra scuola e igiene era stato puntuale, con scambi di comunicazione anche nei giorni del 25 e 26 dicembre. Speriamo che continui a funzionare con questi picchi di positività a cui stiamo assistendo».

Attivazione della dad

I casi insomma continuano ad aumentare e l’ipotesi di una tregua è ormai sfumata. «Le condizioni sono piuttosto problematiche – aggiunge il dirigente del XXV Aprile Sandro Scapellato – Dal mio punto di vista va tutelata la scuola in presenza e in sicurezza ma i dati non sono confortanti. Ho già notizia di circa 90 alunni positivi che hanno richiesto l’attivazione della didattica a distanza. Per fortuna la maggior parte di loro sono asintomatici e stanno bene ma di fatto questa esplosione di positività ci destabilizza e fa titubare i genitori. Sul fronte dei docenti invece sono pochi quelli in isolamento ma c’è anche l’aspetto del completamento del ciclo vaccinale. Nel mio istituto gli insegnanti non ancora in regola si contano sulle dita di una mano e si tratta di circostanze che troveranno sicuramente una repentina risoluzione. Se così non fosse dovremo procedere però con le sostituzione ma questo è un capitolo delicato perché non è immediato trovare supplenti».

Problemi di rete

Alle prese coi conti anche il dirigente del Fermi Luigi Vittipaldi: «Ho una decina di docenti in quarantena per contatti stretti con un positivo e altrettanti a casa perché malati. La vera difficoltà però non riguarda il personale ma le assenze dei ragazzi. Per il momento la cifra di quelli che mi chiedono la dad è contenuta ma se dovesse crescere, spero che succeda all’interno delle stesse classi. Paradossalmente se i positivi si concentrano nelle stesse sezioni è più facile, anche a livello di internet, far partire la dad. Se invece ci fosse un positivo per classe, sarebbero impensabile attivare 53 connessioni contemporaneamente. Il sistema andrebbe in tilt».

Folla sui bus

I dubbi si sommano e le incognite anche. Comprese quelle che riguardano i trasporti. «Temo il ritorno dalle vacanze e i mezzi di trasporto affollati. Questi primi giorni – sottolinea la dirigente dell’Ipsia Giovanna Missaggia – saranno i più critici. Sono sicura che durante le feste i ragazzi si siano ritrovati in famiglia e abbiamo partecipato a incontri fra amici innescando un meccanismo di contagio che potrebbe pregiudicare le lezioni. A oggi ho pochi avvisi di quarantena ma prevedo rischi futuri. In questi mesi ci ha salvato l’alternanza scuola-lavoro che metteva i ragazzi nella condizione di essere super monitorati e in alcuni casi li incentivava al vaccino. Da ora in poi vedremo».

Ansia per il futuro

Dello stesso avviso la preside del Montale. «La situazione non è incoraggiante. A Pontedera – fa il punto Lucia Orsini – si calcola un positivo su 3 abitanti. Abbiamo notizia di due insegnanti che non rientreranno perché in isolamento e anche il numero dei ragazzi in dad è gestibile ma sono in ansia per la prima settimana. I trasporti e l’afflusso a scuola in primis».

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