Toscana
Didattica a distanza al rientro a scuola dopo la pausa natalizia
La decisione presa dall’amministrazione volterrana Ordinanza dispone la chiusura per infanzia e servizi educativi
VOLTERRA. Scuole chiuse o didattica a distanza al rientro dalla pausa natalizia.
È Volterra il primo fra i Comuni della provincia a prendere questa decisione per i primi due giorni di rientro dalle vacanze, venerdì 7 e sabato 8 gennaio. L'ordinanza, firmata ieri dal sindaco Giacomo Santi, arriva nel bel mezzo dell'imperversare dell’ultima ondata della pandemia Covid, che anche nei comuni della Val di Cecina sta vedendo schizzare verso l'alto tutti gli indici sui contagi.
In particolare si dispone la Dad per entrambi i giorni per tutte le classi degli istituti superiori e per la secondaria; lezioni a distanza, il 7, anche per tutte le classi della primaria. Chiusura, invece, per l’infanzia e per tutti i servizi educativi il giorno 7. Una decisione che per adesso riguarda solo il borgo etrusco, anche considerando che in molti casi le scuole dei gradi inferiori prevedevano già di aprire direttamente lunedì.
Scelta che però emerge da una discussione che ha riguardato anche gli altri sindaci della Val di Cecina e che in queste ore vede molti enti locali in attesa di possibili rinvii dell'apertura delle lezioni in presenza da parte dello stesso governo e dal Ministero dell'Istruzione. Oltre alla paura di incidere negativamente sui contagi, i numeri di questi giorni starebbero già mettendo in difficoltà anche la logistica dei trasporti scolastici e pubblici che avrebbe dovuto attivarsi a partire da venerdì.
«E' doveroso chiarire che in questo contesto complesso e in continuo cambiamento non ci sono soluzioni facili - scrivono Santi e la sindaca di Pomarance Ilaria Bacci –. Tanti sono i fronti aperti e difficili le questioni di affrontare. Il nostro impegno, prima di tutto, è di garantire i servizi e di essere vicini alla cittadinanza con il massimo impegno per affrontare la situazione. In relazione alla richiesta di alcuni gruppi consiliari di uno screening agli studenti prima dell'inizio della scuola, questa proposta, peraltro applicabile eventualmente soltanto su base volontaria, non garantirebbe alcuna sicurezza, sarebbe in contrasto con le vigenti disposizioni nazionali e regionali e anche con l'invito a sottoporsi a tampone soltanto se in presenza di sintomi. Seppur condividendo la preoccupazione delle famiglie e l'assoluta necessità di garantire ai bambini e alle bambine il diritto alla salute e all'istruzione con una scuola in sicurezza, si tratterebbe di una misura non praticabile né efficace».
Nilo Di Modica
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