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cronaca

Sergio è da record: ha fatto 250 donazioni tra sangue e plasma

Ha iniziato a 19 anni, ora ne ha 65 e vuole continuare.  «Seguo la regola francescana: dare senza chiedere mai»


05 gennaio 2022 Paolo Falconi


VOLTERRA. Il traguardo è di rilievo. Nella sostanza e nel merito. Sergio Giacomi, ex infermiere responsabile della sezione ambulatoriale del carcere di Volterra, e ora in pensione, ha fatto la sua 250ª donazione tra sangue e plasma. Un traguardo toccato al centro trasfusionale della città etrusca. Nel merito c’è “soltanto” da aggiungere che questa opera altamente meritevole, Sergio l’ha sempre portata avanti nel silenzio, senza vanto alcuno, consapevole soltanto che quello che ha svolto debba essere considerato un dovere verso la collettività. «Seguo la regola francescana di dare senza chiedere mai» dice Sergio che iniziò a donare sangue a 19 anni. E ora che a novembre ne ha compiuto 65 ha un unico cruccio: «La regola mi impone di poter continuare a donare sangue fino a 70 anni, ma solo una volta all’anno». Intanto si prende questo traguardo che per quanto è dato di sapere è un record almeno in Toscana .

Sergio è da sempre impegnato nel sociale, e ha dedicato energie e tanto del suo tempo a favore degli altri. Da sempre attivo nel sindacato, con ruoli di rilievo nella Uil, si è impegnato politicamente a fianco della Lista civica Uniti per Volterra, di cui è vice coordinatore.

Ma la molla che lo ha spinto a donare così tanto, nonostante i sacrifici, è un'altra: si tratta della profonda devozione a San Francesco, il poverello di Assisi. Sergio Giacomi ha fatto, nella sua vita, innumerevoli viaggi al santuario della cittadina umbra («Vado almeno sette, otto volte all’anno» dice), ispirandosi proprio al santo dalle stigmate per la sua vita. Questa fede, profonda ma anche questa mai sbandierata, umile e silenziosa, ha dato la forza per poter donare così tanto. «Ho dato anche lezioni al centro per Oss a Pontedera, e a chi chiede ripetizioni le faccio gratuitamente».

Invece “sbandiera” con orgoglio la sua gran voglia di fare sport: podismo e maratone. «Tutte in Italia, tranne quella di Madrid un paio di anni fa». Andò a trovare il figlio Alessandro che abita lì e ne approfittò. Mentre la figlia Alessia abita a Volterra e, ovviamente, è donatrice di sangue. La moglie Annamaria lo asseconda.

Di sicuro è un orgoglio per i suoi amici e familiari. E un po’ anche per l'Avis di Volterra, che si conferma un modello di solidarietà a livello regionale.


 

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