I sindaci alla Regione: «Sistema troppo lento Così non ha più senso»
In vari Comuni attivato un tracciamento parallelo «I positivi sono disorientati perché non contattati dall’Asl»
Paola Silvi
pontedera. Non può essere paragonato a un orologio svizzero. Ma è comunque il portale grazie al quale i sindaci possono tenere sotto controllo l’andamento territoriale dell’epidemia e le quarantene dei loro residenti.
Si chiama Sistema informatico sanitario della prevenzione collettiva (Sispc) e registra il profilo Covid di ogni cittadino. Succede però che nonostante qualche rallentamento in passato, nell’ultima settimana il sistema sia rimasto indietro, anche con quattro giorni di scarto. Per cui non fotografa in tempo reale l’andamento dei casi.
Tra i primi a evidenziare la falla ci sono proprio i sindaci che si stanno attivando per ovviare al problema. «Nel Sispc risultano solo i tracciati dalla Asl mentre chi ha eseguito un tampone in laboratori privati, nelle associazioni di volontariato o nelle farmacie non viene immediatamente registrato. Questi enti infatti sono tenuti a inviare i dati alla regione che ogni mattina, prima delle 7, compila un suo bollettino dove ridistribuisce i casi in base alla residenza», spiega nel dettaglio il primo cittadino di Bientina Dario Carmassi. Poi subentra l’igiene dell’Asl ma proprio in questo lasso di tempo sta la discrepanza. I due sistemi insomma per il momento non sono allineati. «Lo strumento dell’Asl è estremamente cauto – continua Carmassi – funziona su un minor numero di contagi. Oggi forse non ha più senso. Meglio appellarci al senso civico delle persone».
Dubbi sulla correttezza dei dati del sistema aleggiano anche a Palazzo Stefanelli a Pontedera dove, carta e penna alla mano, si sono resi conto che la cifra dei positivi giornaliera lievitava rispetto a quella indicata sul portale.
«Per questo – aggiunge la sindaca di Ponsacco Francesca Brogi – abbiamo scritto, come sindaci della Valdera, una lettera alla Regione in cui si richiede che questo bollettino venga mandato anche a noi per consentirci di monitorare la situazione e di attivare azioni efficaci di supporto».
Fondamentale per le amministrazioni sapere se fra i contagiati ci sono persone anziane oppure se stanno nascendo dei focolai. Indispensabile capire la correttezza dei dati per rispondere alle esigenze di tutti. «Il tracciamento è difficile – conferma la sindaca di Capannoli Arianna Cecchini – e le persone hanno bisogno di rassicurazioni. I positivi si aspettano la chiamata dell’Asl che però non arriva. Quindi è disorientata e cerca risposte in Comune ma ognuno ha il suo ruolo. Quando chiamano per prenotare un tampone non possiamo aiutarli ma solo indirizzarli ad altri enti. Fortunatamente però il 95% dei malati sta bene e questo ci permette di non creare allarmismi».
Dello stesso avviso anche la prima cittadina di Santa Maria a Monte Ilaria Parrella. «Il ritardo di contabilizzazione del portale c’è e stiamo rincorrendo le cifre. Potrebbe essere che questo scostamento dipenda anche dal numero dei tamponi che il singolo individuo fa. Spesso le persone fanno più di un test e questo aumenta il valore delle positività ma non il dato dei reali contagiati. Per ovviare allora alle criticità abbiamo attivato un numero di telefono».
Filo diretto con il comune anche a Palaia dove il sindaco Marco Gherardini, nei giorni scorsi, accorgendosi del gap tra gli elenchi del portale e le segnalazioni dirette dei cittadini, è corso ai ripari dedicando una linea telefonica a coloro che risultano positivi, tracciando quasi il triplo dei casi rispetto a quelli che erano emersi dall’Azienda sanitaria.
Un servizio simile è stato attivato anche a Terricciola: «I numeri dell’Asl – spiega il sindaco Mirko Bini – parlano di 60 casi ufficiali, ma a noi, con il nostro tracciamento, ne risultano oltre 100. Di questi nessuno è in condizioni critiche e soltanto 1 è ricoverato in ospedale. Dei casi che abbiamo, circa 1 su 4 sono bambini o ragazzi in età scolare: . credo che sarebbe opportuno un rinvio del ritorno a scuola, e un ricorso alla didattica a distanza per un periodo necessario alle guarigioni. Su questo aspettiamo notizie da governo e Regioni».
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